ASCOLI PICENO – Bancarotta fraudolenta documentale e aggravata: questa è l’accusa che è costata la condanna in primo grado a due anni di reclusione per Alberto Soldini, presidente della Samb da gennaio a giugno 2006, in quanto “amministratore di diritto” della società rossoblu e cinque anni di reclusione per Dante Paterna, invece “amministratore di fatto” del club nello stesso periodo,

La sentenza è stata pronunciata dal collegio giudicante composto dai giudici Giuiana Filippello, Bruno Fedeli e Marco Bartolial Tribunale di Ascoli Piceno oggi 27 febbraio. Per quanto riguarda invece la cessione nel calciomercato di gennaio dell’attaccante Marco Martini dalla Samb al Pescara (società direttamente e apertamente gestita da Paterna) vi è stata assoluzione per l’ex presidente del Pescara.

Come si ricorderà la società, che allora era in Serie C1 e aveva come presidente Umberto Mastellarini, era però di proprietà per il 90% di Dante Paterna. Alberto Soldini subentrò nel dicembre 2005 e, in pochi mesi, la società fallì (nel mezzo, anche unaragicomica candidatura alla Camera con l’Italia dei Valori di Di Pietro).

La società venne poi rilevata all’asta fallimentare dai fratelli Tormenti.

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