SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un nuovo ostacolo sulla strada della riqualificazione del Ballarin. Come se non bastassero i Comitati nati in tutela della tradizione rossoblù o gli anti-cementificatori che già contestano il progetto di un grattacielo in Viale Colombo che ancora non esiste nemmeno sulla carta.

Stavolta ad alzare la voce sono i carristi del Carnevale che proprio nei depositi in prossimità dell’ex stadio della Sambenedettese realizzano le loro creature. “Ci si è preoccupati di tutti, tranne che di noi”, hanno contestato venerdì in conferenza stampa alla presenza del vicesindaco, Eldo Fanini. “Non si è mai pensato di discutere con chi in quell’area ci lavora, avremmo gradito l’invito ad un tavolo”.

Fanini incassa e replica, specificando che tutte le situazioni ad oggi aperte verranno affrontate e risolte. In ballo, oltre al destino dei carristi, c’è il futuro delle associazioni di Rugby e della Croce Verde, ospitata sul fronte sud dell’impianto. “Prima risolveremo questi aspetti, poi verrà il resto. Non siamo sprovveduti e non è nostra volontà disperdere patrimoni culturali e sanitari della città. Sarete certamente contattati quando sarà il momento di confrontarci sui posizionamenti. La nostra lentezza decisionale è motivata”.

A dire il vero, la maggioranza il tema del Ballarin non l’ha più affrontato, nonostante fosse stata garantita la fumata bianca sul futuro del rudere di Via Morosini entro metà gennaio.

Probabilmente si attenderà il 25 febbraio. Con le elezioni politiche alle spalle sarà più facile affrontare un argomento reso più delicato dalle oltre duemila firme raccolte dal Comitato “Salviamo il Ballarin”.

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