SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sarà gara vera e, almeno per Luciano Agostini e Margherita Sorge, non si tratterà di un duello. Lo garantiscono i diretti interessati ed anche il regolamento delle parlamentarie Pd, che il 30 dicembre consentirà il doppio voto, a patto che questi siano destinati ad esponenti di sesso differente.

Una chance che pone in discesa il tragitto dell’assessore sambenedettese, speranzosa di collocarsi appena dietro l’onorevole offidano uscente, dato per strafavorito. “Tra Camera e Senato il Piceno ha a disposizione tre posti. Il primo classificato lo avrà assicurato – avverte Agostini – mentre il secondo si collocherà in una posizione borderline”.

La Sorge farebbe leva sulle quasi settecento preferenze ottenute alle Comunali del 2011, quando si rivelò la più votata dell’intero centrosinistra. “Non sono preoccupato, bensì orgoglioso”, continua Agostini. “I miei rivali sono forti (gli altri due sono Stefano Corradetti ed Anna Casini, ndr). Le nostre non sono state auto-candidature; al contrario sono state scelte collettivamente”. Un fatto è comunque certo: “Questa è la mia ultima campagna elettorale. Successivamente mi metterò a disposizione del Pd tornando a fare il militante. Magari aiuterò i giovani, se lo desidereranno”.

L’auspicio di tutti è che domenica siano in tanti, nonostante il periodo festivo: “Abbiamo scelto un giorno particolare, siamo stati masochisti”, scherza il segretario comunale Felice Gregori. “Ringrazio i simpatizzanti per l’impegno che profonderanno, sarà un appuntamento innovativo e stimolante. L’augurio è che torni al seggio almeno il 60% dei cittadini che si espresse alle primarie di un mese fa”.

Tutti interpellati dunque. Renziani compresi, che però si ritroveranno senza rappresentante. Patrizia Rossini ha infatti dovuto abbandonare la corsa a metà, a causa della mancata cessione del 10% dell’indennità da primo cittadino al partito, come previsto dallo Statuto. “Non è stata un’espulsione dalla competizione”, taglia corto ancora Gregori. “Nessuno ha penalizzato nessuno; per la prima volta il Pd si è imposto di far rispettare le regole. Sarebbe potuta andare così pure in passato, tuttavia si preferì intraprendere la strada buonista. Abbiamo fatto di tutto per farla candidare, dandogli la possibilità di saldare i mancati versamenti”. Rimane il mistero sul ritardo del provvedimento, arrivato a meno di una settimana dal d-day. La situazione della Rossini era nota da tempo: perché allora non sostituire un renziano con un altro renziano sin dal principio?

“NON PENSO AL 2016” La Sorge nel frattempo smentisce qualunque pensiero anticipato al 2016: “Questa è un’esperienza indipendente dai risvolti futuri. Il primo obiettivo è portare in Parlamento un numero maggiore di donne, non inferiore al 30%. Il secondo è invece il rafforzamento del territorio piceno e costiero”. La delegata a settori prioritari, come Turismo, Sociale e Cultura, annuncia che non si dimetterà dagli incarichi, qualora gli elettori le permettessero di ambire ad uno scranno romano. “Fino al 24 febbraio non ci sarebbero incompatibilità”. Ma poi ammette: “Probabilmente una norma mi vieterebbe di indire conferenze stampa durante la campagna elettorale”.

QUANDO SI VOTA Le urne saranno aperte il 30 dicembre dalle 8 alle 21. Si voterà negli stessi seggi del 25 novembre con il versamento di 2 euro. Potranno partecipare coloro che hanno preso parte all’elezione del segretario nazionale e tutti gli scritti fino al 2011, purchè abbiano rinnovato la tessera del partito.

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