SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Quanto clamore per le dimissioni di Loredana Emili. Eppure, quando a dimettersi fu Silvano Evangelisti nessuno mosse ciglio”. Il Partito Democratico ricompone i cocci e cerca di sminuire il caso relativo all’ex capogruppo. Per la prima forza di maggioranza, riunitasi nella serata di mercoledì all’Hotel Progresso, la vicenda stadio sarebbe stata troppo spettacolarizza: “In fondo – è l’opinione comune – può anche accadere che su alcuni punti ci siano visioni diverse”.

Nei fatti però il partito risulta spacca in due tronconi. Da una parte i fedelissimi al sindaco Gaspari, rappresentati in assise dal nuovo caposquadra Claudio Benigni; dall’altra proprio il versante Emili, a cui affianca, oltre a Sergio Pezzuoli, anche il segretario cittadino Felice Gregori.

Durante la resa dei conti, la Emili avrebbe ribadito la propria posizione in merito al terreno di Viale dello Sport. Sul tavolo sarebbe finita nuovamente l’accusa di una valutazione errata dell’appezzamento, alla quale si aggiunge al contempo un principio venuto alla luce a più riprese nelle ultime settimane: per estinguere debiti contratti da privati non si possono vendere beni appartenenti alla collettività.

Senza dimenticare la partecipazione. L’ex assessore alle Politiche Sociali la considera fondamentale. Già ai microfoni di YouRiviera affermò: “Per troppo tempo in questi venti anni ha dominato la concezione dell’uomo solo al comando e del pensiero unico. I partiti che inglobavano questi presupposti si sono sgretolati”.

La Emili si sarebbe dunque rivolta a Gaspari con una convinzione: non ci si può schiacciare sui gruppi consiliari; la base d’ascolto deve allargarsi, specialmente sui temi fondamentali per la città.

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