Dal numero 935 di Riviera Oggi.

Ognuno faccia la sua parte. Pierpaolo Rosetti lo chiede ai cittadini acquavivani, a quasi un mese dalle violente e abbondanti piogge che hanno messo in luce il forte stato di degrado del territorio, causato soprattutto, a detta del sindaco, dalla mancanza da parte dei proprietari di una adeguata cura dei terreni e di una appropriata regimentazione delle acque.

“L’impegno della Polizia Municipale, dei dipendenti comunali e del gruppo di Protezione Civile comunale – spiega il primo cittadino – ha consentito di identificare le zone di maggiore rischio idrogeologico e di avere conferma del fatto che la responsabilità del dissesto delle strade è da imputare ad uno scarso interesse del bene pubblico. I  danni causati – prosegue -sono spesso ingenti, soprattutto  per un piccolo comune come quello acquavivano  e gravano inevitabilmente sulle tasche di tutti i cittadini che, indirettamente, si trovano a dover far fronte alla mancanza di senso civico di pochi”.

A ciò si aggiungerebbe, inoltre, il pericolo per l’incolumità delle persone che transitano sulle strade,  sulle quali si riverserebbero fango e ghiaia.

Ecco allora l’emanazione di un’ordinanza sindacale, la numero 60, con su scritte le precise regole a cui dovranno attenersi tutti i proprietari terrieri nella cura e sistemazione dei lotti, al fine di ridurre le conseguenze dannose delle piogge.

Nel documento, che precede l’adozione di un apposito regolamento, si ricorda innanzitutto di “provvedere a mantenere le scarpate dei fondi a monte e a valle delle strade in condizioni tali da impedire franamenti o cedimenti del corpo stradale, smottamenti di terreno, ingombro delle pertinenze e della sede stradale; di realizzare e mantenere efficienti fossi di guardia per il contenimento delle acque meteoriche provenienti dai propri fondi al fine di evitare sversamenti di acqua e fango sulle strade pubbliche prevedendo, dove necessario, idonei punti di raccolta in cui far confluire le acque; di effettuare periodiche operazioni di manutenzione in modo tale da evitare che, per effetto di intemperie o per qualsiasi altra causa, il piano stradale venga invaso da vegetazione, parti di manufatti, nonché terra e detriti che possano costituire occasione di pericolo per il transito”.

Tra le imposizioni di Rosetti pure quella di limitare l’aratura dei terreni “a profondità non superiori a 100 centimetri” e  quella di “mantenere una distanza non inferiore a 150 centimetri dai cigli di scarpata, dalle aree con termini, da opere di consolidamento e di sostegno, da reti infrastrutturali e della viabilità”.

Ed ancora, si dovranno predisporre sistemi di scoline e fossi ad opportuna distanza gli uni dagli altri a seconda della pendenza del terreno, comunque non superiore a 40 m, in modo da contenere la lunghezza del pendio in cui può svilupparsi il ruscellamento, si dovrà consentire il convogliamento e lo smaltimento nei fondi stessi delle prime acque meteoriche e si dovrà mantenere, ovunque possibile, una idonea protezione antierosiva del suolo, tramite la preservazione della copertura erbosa nei terreni a colture arboree o arbustive.

“Non procedere – recita infine l’ordinanza – alla pulizia di fossi attraverso incendio della vegetazione e uso di diserbanti e disseccanti; non rimuovere le ceppaie delle alberature a sostegno di scarpate stradali o di sponde di corsi d’acqua; non realizzare stradelli, scavi, fossati, muri, pavimentazioni e altri lavori non regolarmente autorizzati e controllati, che possano pregiudicare il naturale deflusso delle acque nel fondo e/o provocare dissesti o fenomeni di instabilità dei terreni”.

L’inadempienza a tali norma sarà sanzionata con multe che oscilleranno tra i 25 ed i 500 euro. Il provvedimento completo è disponibile sul sito del Comune, www.comuneacquavivapicena.it.

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