SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alessio Lossano, laureato in Pubblicità e Comunicazione d’Impresa all’Università di Teramo, attuale relatore all’Università di Teramo di Brand Management, Social Media Marketing e Web Innovation, è anche titolare di Sunsharing, la società che, tra le altre attività, ha avviato il progetto Seacard.

Questa è una intervista inserita in un pacchetto di comunicazione che Seacard ha acquistato presso Riviera Oggi.

 

Perché ci sono state così tante polemiche al momento della partenza del progetto Seacard?

“Il momento non è stato favorevole. Nonostante fosse un progetto ideato nel 2010 e arrivato a compimento nel 2011, contemporaneamente si sono materializzati anche la tassa di soggiorno e i parcheggi a pagamento; così una piattaforma d’incentivazione turistica complessa e fortemente innovativa come Seacard è passata in modo eccessivamente “semplicistico”, contro la nostra volontà, come una ‘anti-tassa di soggiorno’. Non vi è alcuna relazione tra le due cose, invece. Tutto ciò ha confuso le idee agli operatori turistici ed è stato oggetto di una strumentalizzazione più o meno politica: io sono concorde con loro, se fosse stata solo la risposta alla tassa di soggiorno, allora davvero non avrebbe avuto senso emetterla. Oggettivamente Seacard è molto di più di quanto si è letto”.

 

Come puoi dimostrare che, davvero, non c’è alcuna relazione tra Seacard  e tassa di soggiorno?

“In modo abbastanza semplice: la Seacard  ha l’obiettivo che tutto il Piceno diventi fruibile per il turista e per i residenti. La tassa di soggiorno è stata applicata soltanto a San Benedetto e Grottammare, mentre il nostro raggio d’azione coinvolge anche Cupra, Monteprandone, Ascoli, Offida, e tanti altri comuni. San Benedetto è stata la prima città a credere a questo strumento innovativo, ed è ovvio, perché qui il turismo e il commercio sono più forti che in altri comuni. C’è stata lungimiranza, ma un errore di comunicazione – consentitemi di dire “gonfiato” ad arte – ha fatto sì che molti cittadini e operatori non abbiano compreso la reale portata del progetto e le sue finalità, confondendo l’operato del Comune con quello di una società privata. Nonostante queste difficoltà ambientali i risultati di questo primo anno sono soddisfacenti”.

 

La Seacard  è partita quando la stagione era già iniziata. Non era possibile avviarla prima?

“Ho partecipato personalmente a circa sei tavoli del turismo con la presenza di tutte le categorie del turismo e del commercio cittadino: ho cercato di far capire le finalità della piattaforma di web marketing  spiegando che non si trattava di una risposta alla tassa di soggiorno. Al momento del lancio, previsto per il 15 di giugno, la maggioranza degli operatori turistici era ancora ignara del progetto e, nella logica di cooperazione che contraddistingue una società di servizi come la nostra, abbiamo accettato di apportare ulteriori modifiche al portale. Ecco che si è rischiato il boicottaggio dell’iniziativa a prescindere della sua portata”.

 

Inizialmente si affermò che all’interno di Seacard  non vi erano servizi appetibili.

“Premesso che la validità delle offerte non può essere imputata al nostro team, i servizi di  Seacard nascono con accordi con i privati: basta incontrarci, noi aiutiamo ad attuare la strategia di marketing migliore, e si avvia il servizio. Sea Card è una vetrina, se una associazione o un gruppo di imprese vuole attivare delle azioni e avere visibilità, Sea Card è ben disponibile di offrire il proprio contributo”.

 

Alcuni esempi?

“Il negozio di abbigliamento Rodrigo ha distribuito tramite noi buoni sconti di 30 euro durante la Notte Bianca. La Clinica del Sale ha riservato delle sedute a prezzi privilegiati. Alla Quintana di Ascoli c’erano sconti per le tribune non numerate. La Start ha riservato il trasporto gratuito ai possessori di Seacard  il martedì, per andare al mercato. Abbiamo stretto accordi con il consorzio Piceni Art fot Job per le botteghe artigiane. Maremoto Festival tramite noi ha fatto sconti del 50% sui gadget. Le associazioni balneari si stanno organizzando per la prossima estate, per garantire delle agevolazioni coordinate. Noi siamo a disposizione: organizzare insieme l’evento e renderlo pubblico”.

 

La contestazione più insistente riguarda il fatto che avete beneficiato di fondi pubblici.

“Avremmo potuto agire anche senza, ma naturalmente il nostro obiettivo sarebbe stato diverso. Con Seacard  cerchiamo di promuovere con l’ausilio dei new media il territorio,compiere un web marketing territoriale mirato ai nuovi target di turisti “attivi” fin’ora assente. Altrimenti mi sarei rivolto soltanto ai privati, senza agganciarmi alla promozione culturale e turistica, ma solo per un discorso commerciale. Sia chiaro che in zona, oltre Seacard , non vi è nulla. Piuttosto facciamo sapere ai cittadini che, senza ricevere alcun finanziamento, abbiamo fatto promozione acquistando spazi pubblicitari e realizzando accordi con TelePiù, Di Più, Nanopress, Tuttogratis, spot su RadioLinea n° 1.  Sfido chiunque a verificare che il costo per simili iniziative in altre località è di gran lunga superiore a quello da noi realizzato. Il finanziamento non copre assolutamente il fabbisogno finanziario della nostra società e abbiamo re-investito tutto con professionisti e società di San Benedetto, avviando un circuito virtuoso. Se c’è un dato inconfutabile in tutta questa vicenda è stato il corretto utilizzo dei fondi pubblici e, polemiche a parte, tutti hanno riconosciuto la professionalità e la trasparenza della mia società”.

 

Quali sono le prospettive ?

“La movimentazione commerciale e turistica connessa a questo prodotto crescerà nel tempo e San Benedetto si fregerà di essere all’avanguardia. Parliamo di un progetto di innovazione con pochi pari, digitale. Ci si lamenta che manca innovazione, ma poi molti pongono resistenze all’innovazione, specie quando è portata avanti da persone che vivono nel territorio. In questo modo i turisti saranno invogliati a tornare e a conoscere quello che avviene nel Piceno anche fuori dal periodo estivo”.

 

Altra critica: in pochi avrebbero usufruito della Seacard .

“Falso. Premessa: siamo partiti convinti che ci fosse una conoscenza approfondita del progetto e questo è stato un nostro errore, poi abbiamo pagato per le polemiche politiche a noi estranee. Il nostro è un progetto di medio/lungo termine. Seacard  può essere usata sia registrandosi al sito o con l’applicazione smartphone, ma anche senza l’approccio digitale. L’abbiamo pensata in questa maniera per venire incontro soprattutto ai turisti più anziani, che altrimenti avrebbero avuto una barriera troppo forte. Nonostante questo, circa 5 mila persone si sono registrate. Si tratta di un numero altissimo. Questo è il primo database turistico in possesso di San Benedetto e del Piceno: perché fino ad oggi abbiamo fatto turismo senza sapere nulla di certo sui turisti stessi. Vi faccio un esempio: le uscite in kayak alla Lega Navale sono raddoppiate grazie alla connessione con Sea Card, ma non tutti i fruitori si sono registrati, così come per il Tour del Borgo. E per il 2013 ci saranno novità importanti”.

 

Possono essere anticipate?

“Questa volta concerteremo tutto, con largo anticipo, con gli operatori realmente interessati a dare continuità al sistema. Se ci saranno le condizioni semplificheremo ulteriormente la registrazione che potrà avvenire tramite un semplice Sms: in questo modo l’albergatore dovrà soltanto agire come intermediario, senza caricarsi di ulteriori competenze. Saremo comunque aperti a tutti i consigli che arriveranno dalle categorie e dalle istituzioni”.

 

Cosa ha da dire, infine, su chi l’ha criticata in questi ultimi mesi?

“Dico che io sono un giovane imprenditore, ho 29 anni, sono tutto il giorno e tutti i giorni attivo per lanciare e perfezionare questo prodotto. Si fa presto a criticare, ma dobbiamo costruire. Sono disposto ad ascoltare qualsiasi proposta, specialmente da parte dei giovani: ascoltarli, capirli, e magari insieme lanciare ulteriori innovazioni nel sistema turistico commerciale. Questo è lo spirito che mi anima”.

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