Dal numero 916 di Riviera Oggi.

Da gregario a numero uno. E’ questo il sogno di Teodorico Compagnoni, per due lustri vice di Tarcisio Infriccioli ed ora pronto al grande passo, quello da sindaco di Acquaviva Picena: “Non ho mai rincorso questo obiettivo. Più volte si era avvicinato, ma non ho mai chiesto nulla. Candidarmi lo considero un dovere per la comunità, dopo dieci anni avevo solo questa prospettiva. Era il proseguo naturale del percorso, direi il completamento”.

Quanto le è pesato essere il secondo di Infriccioli, per due mandati?
“E’ stato un ruolo che mi è andato stretto, avrei voluto essere più operativo. Lo dico senza togliere nulla a chi avevo davanti. Tuttavia, altre erano le mie idee e le mie aspirazioni. Avrei voluto avere facoltà di decidere, non mi era possibile”.

Quali sono quindi i programmi e le priorità di “Acquaviva Futura”?
“Innanzitutto sarà un programma reale, non un libro dei sogni, che puntualmente viene disatteso. In primis mi dedicherei all’ordinaria manutenzione del territorio e del centro. E’ aperto è condivisibile, mi aspetto dalla gente segnalazioni e lista delle esigenze. Intendo tenere al minimo la forbice su Imu e Tarsu e non alzare le tasse comunali in questo momento delicatissimo. Non possiamo permetterci di mettere troppo le mani nelle tasche degli italiani. Mi piacerebbe poi risolvere casi storici di lottizzazioni mai completate o lasciate ad incurie. Vorrei dar luogo alla raccolta dei rifiuti porta a porta, che comporterebbe un risparmio che potremmo restituire in servizi. Infine, voglio stare vicino a tutte le associazioni del paese in occasione di determinate manifestazioni. Sarebbero tutte partecipi, con la Pro Loco che fungerebbe da coordinamento. Il mio sogno è dare luogo ad un turismo culturale e fare di Acquaviva la zona residenziale di San Benedetto”.

Gran parte degli esponenti dell’amministrazione uscente appoggerà Sgariglia. Se lo aspettava?
“Non è vero che è una gran parte, è una parte”.

Davide Portelli, Eloisa Cipriani, Maria Pia Olivieri, oltre al sindaco. Ammetterà che non sono pochi.
“Dalla parte mia ci sono Gianni Rossi e Andrea Infriccioli. In ogni caso non mi sconforta questo scenario, mi lascia indifferente. Ad interessarmi è il consenso della gente”.

Come giudica ad oggi il rapporto con Tarcisio Infriccioli?
“Il rapporto è all’insegna del rispetto. Però divergiamo assolutamente su certe vedute. Non rinnego nulla, ho tenuto fede ad un impegno che avevo preso con il paese e ho fatto il mio lavoro. Penso di averlo fatto molto bene. Per il resto, le strade si sono divise. Ho altre concezioni della politica, ma non sproloquio su Tarcisio”.

E di Sgariglia, che ci dice?
“La stessa cosa, ho un altro programma e soprattutto idee differenti. Non vi è stata alcuna lite, ma è giusto che ognuno vada per la propria strada”.

Potrebbe pesare questa separazione, elettoralmente parlando?
“Non lo so, sinceramente. Mi affido alla maturità delle persone. Sapranno giudicare e capire. La gente esigeva chiarezza, io l’ho fatta. Sgariglia ha avuto le porte aperte nella mia squadra, e persino le finestre”.

Ha qualcosa da recriminare per questi dieci anni? Ci sono stati degli episodi, delle scelte o delle azioni che non le sono andati proprio giù?
“Non voglio assolutamente entrare in questi discorsi. Comunque sì, in certi momenti ho dissentito con veemenza. Spesso sono stato una minoranza nella maggioranza”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 530 volte, 1 oggi)