RIPATRANSONE – Sono passati 10 anni dall’inizio del progetto e sono serviti ben quattro finanziamenti, ma alla fine il Mattatoio di Ripatransone è stato inaugurato.

Sabato 21 aprile tanti sono stati gli allevatori e produttori della zona a partecipare all’evento insieme alle autorità. Presenti Pietro Colonnella, Ubaldo Maroni, l’onorevole Luciano Agostini, il consigliere regionale Paolo Perazzoli e i sindaci Luigi Merli di Grottammare, Giovanni Gaspari di San Benedetto, Valerio Lucciarini di Offida e ovviamente Paolo D’Erasmo di Ripatransone.

Il mattatoio è costato ufficialmente 850mila euro di cui 350mila date dalla Provincia tramite i Patti Territoriali e i fondi ministeriali, 400 dalla Regione in due tranche e 100 da un muto del Comune.

Abbiamo lavorato tutti insieme e importante è stato l’apporto dell’ex amministrazione provinciale e di Pietro Colonnella che aveva una grande visione del territorio. Il servizio di mattazione è stato migliorato  grazie anche alla collaborazione della Cip spa” commenta soddisfatto D’Erasmo.

Interviene anche Lucciarini di Offida: “Questo è l’esempio di interpretazione sana del concetto di area vasta. Mentre continuano ad esserci problemi rispetto ai servizi sanitari, il mattatoio è un esempio di come si possono razionalizzare le spese e aumentare i livelli qualitativi dei servizi”.

La struttura sarà gestita da due giovani, Federico Vagnoni, 30 anni e Fabio Maurizi, 26 anni, che hanno imparato il lavoro al mattatoio di Offida, (ricordiamo che questo verrà chiuso in virtù della nuova sinergia con Ripatransone ndr).

“La particolarità delle nostre zone sono proprio le piccole aziende di allevatori. Qui da noi non si punta all’allevamento di massa ma alla qualità del prodotto a chilometri zero. Cerchiamo di lavorare in maniera moderna, oltre alle leggi che lo Stato ci impone, davvero poche in realtà, ci mettiamo molto di nostro per un maggiore  rispetto del benessere dell’animale”.

Il mattatoio oltre alla parte dedicata all’abbattimento possiede tre celle frigorifere. Ce n’è una destinata alla carne appena macellata, un’altra serve per la frollatura, dal secondo giorno in poi e l’ultima per separare gli “animali da sequestro” dal resto.

Nonostante tutto sia pronto manca un documento Cee che deve inviare la Regione Marche per l’apertura effettiva.

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