Dal numero 914 di Riviera Oggi, il settimanale del Piceno

Una lista dal nome eloquente: “Acquaviva dei cittadini”. Che spiega tanto, se non tutto. E a chi ha dei dubbi, Francesco Sgariglia, candidato sindaco, lo dice chiaramente: “Siamo noi la vera ed unica civica. Le altre in realtà nascondono alle spalle i soliti partiti”.

A chi si riferisce?
“A quella di Pierpaolo Rosetti. La mia non è una polemica, sia chiaro. Non c’è nulla di male ad avere un movimento politico che ti sostiene, quasi quasi mi dispiace non possederlo. Ma almeno non lo neghino. In Per Acquaviva ci sono tanti iscritti al Pd e le loro esternazioni mi sembrano contraddittorie, tutto qui”.

Tornando ad “Acquaviva dei cittadini”, quali saranno le priorità inserite nel programma?
“Sociale e turismo. Oltre all’attenzione per le piccole cose, come la manutenzione e i minimi interventi. Questi sono gli aspetti che esasperano i residenti, che poi diventano emergenze. Le risorse in questi anni sono state scarne e poco è stato fatto proprio per questo motivo. Tuttavia credo che molto sia legato all’organizzazione”.

Quindi, cosa propone?
“Innumerevoli servizi erano affidati a gestioni esterne. Ritengo che si possa risparmiare incaricando chi ha perso il lavoro ed è costretto a rimanere a casa. La formula vincente sarebbe quella dei voucher. Eviteremmo contributi a pioggia e restituiremmo dignità e forza a chi ne ha davvero bisogno. In campo turistico invece il mare non basta più. L’entroterra va salvaguardato e l’accoglienza è fondamentale. Servono cura e pulizia del paese, la creazione di itinerari e percorsi ad hoc, la valorizzazione dei prodotti tipici e delle cantine del paese”.

Avrà Portelli e Olivieri in squadra, mentre la Cipriani la sosterrà dall’esterno. La sua è una sfida all’insegna della continuità.
“Sì, lo ribadisco. Non rinnego niente. Al contempo però vorrei poter incidere di più. La giunta Infriccioli era arrivata quasi ad essere dimezzata, con consiglieri ed assessori assenti. Operare era oggettivamente complesso, c’è molto amaro in bocca. E’ vero, si poteva fare di più, magari sfruttando i bandi. Voglio dimostrare che nella gestione economica di un ente riesco ad incidere. Ho sempre avuto deleghe senza portafoglio o colpite dai tagli. Desidero ragionare da primo cittadino, senza più le mani legate. Quella che mi appoggia è la parte buona dell’amministrazione uscente, non me ne vogliano gli altri, non voglio parlar male. Tarcisio è stato una spugna, ha assorbito colpi che certamente non sono arrivati da me. Lui mi sostiene”.

Eppure il diretto interessato ha ammesso che tra lei e Compagnoni non avrà preferenze.
“Ho letto l’intervista e mi ha meravigliato. Comprendo la sua bontà, ma mi ha sorpreso. Forse non voleva inimicarsi nessuno”.

Dieci anni al potere. Come giudica pertanto il lavoro del centrodestra?
“Infriccioli ha fatto tanto. Come ho già avuto modo di confessare, avrei apprezzato un maggiore dinamismo, azioni più incisive”.

Non può negare che la frattura con Compagnoni danneggerà entrambi. Non rischiate di uscire sconfitti tutti e due?
“Non lo so, difficile dirlo. La partita è aperta e si giocherà su pochissimi voti di differenza. Sarà un terno a lotto, ci sono quattro candidati per tremila abitanti, è complesso fare un’analisi. Fra il primo e il terzo posto me li gioco tutti. Di sicuro non credo di arrivare ultimo”.

Su chi farà la corsa?
“Su nessuno, esclusivamente su me stesso. Non è escluso che la divisione nel centrodestra avvantaggi Rosetti, ma nessuno può metterci la mano sul fuoco. Io sto cercando di fare da muro di gomma, tante sono le cattiverie che girano in paese in queste settimane. Io mi sto allenando per non ascoltarle. Andare casa per casa a chiedere il voto è imbarazzante, ma è l’atto di umiltà più bello. Se dovesse andar male pazienza, rimarrò attivo sul territorio col mio impegno”.

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