ACQUAVIVA PICENA – Acquaviva cala il poker. Alle elezioni comunali del 6 e 7 maggio si scontreranno in quattro. Per non farsi mancare nulla, per rendere la competizione ancora più avvincente. Teodorico Compagnoni e Francesco Sgariglia da una parte, Pierpaolo Rosetti e Giovanni Olivieri dall’altra. Ognuno con l’ambizione di prevalere sull’opposto schieramento, ma anche su ex compagni di partito e d’avventura.

A destra la situazione si è evoluta al fotofinish, dopo estenuanti mesi di trattative e silenzi. Poi il colpo di scena, con Sgariglia pronto a far fuori Compagnoni, che alla poltrona di primo cittadino ambisce da tempo immemore: “Non ho nulla contro Teodorico, lo ribadisco. E’ un’ottima persona e un grande assessore alla Cultura. Tuttavia, tra le molteplici qualità ha il difetto di non essere carismatico. Sia chiaro, non voglio far polemica, il rispetto viene prima di tutto”. E se Sgariglia godrà del supporto dell’uscente Tarcisio Infriccioli, l’attuale suo vice punta a rompere col passato, pur avendone fatto parte per un decennio: “Lavoro per il domani, punto a portare innovazione. Su Sgariglia non posso esprimermi. Lui è libero di fare ciò che crede, non c’è astio, né acredine.

Decisamente più tribolata l’atmosfera tra le fila dell’opposizione, nonostante la strada in apparente discesa. L’intento di presentare Alessandro Spaccasassi, in rappresentanza di Pd, Udc ed Idv, è naufragato per via del gran rifiuto di Sinistra Ecologia e Libertà, che a sua volta ha preferito la figura di Giovanni Olivieri come capolista. “Spaccasassi non ci va bene”, aveva sbottato il segretario provinciale dei vendoliani Giorgio Mancini. “In passato è stato vicesindaco in amministrazioni di centrodestra. Ci domandiamo se questa sia davvero una forza di sinistra o un’ulteriore proposta di destra”. Imminente dunque la rinuncia del diretto interessato, parso non poco amareggiato, e la virata sul giovane Pierpaolo Rosetti, avvocato quarantenne residente in Fortezza da un decennio.

Polemica chiusa? Macchè. Daniela Straccia, capogruppo di minoranza in Consiglio e promotrice da almeno un anno dei meeting per rilanciare il centrosinistra, infatti non ci sta. E si scaglia contro Mancini: “Parla di cose che non gli appartengono; quassù non l’ho mai visto, né conosciuto. Si esprime per sentito dire, se l’accordo con Sel è saltato è solo per colpa loro”. La Straccia pertanto lo smentisce a trecentosessanta gradi: “Volevano le primarie? Ma quando mai. Mi prendo tutte le colpe del mondo, ma non quella di aver rotto il tavolo delle trattative. Il nome di Olivieri non è mai uscito e comunque noi, fin dal principio, proponemmo gente nuova. Era questo il nostro principio”.

Il numero 912 del settimanale Riviera Oggi, in edicola da lunedì prossimo, dedicherà un’intera pagina alla vicenda.

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