Futuro e giovani. Da Riviera Oggi in edicola. Il tema di questa settimana è il disagio giovanile che riguarda sì la mancanza di lavoro ma anche la pericolosità insita nella perseverante necessità di non poter essere indipendenti a trent’anni suonati e anche oltre.

Un gravissimo problema che può degenerare in forme politiche poco democratiche se non addirittura in violenze poco auspicabili in ogni caso ma in particolare per una società che ritiene di essere diventata civile. Anche se i fatti attuali dimostrerebbero il contrario.

Mi spiego. Tassisti, notai, avvocati, farmacisti, trasportatori, e non so chi altro, si stanno mobilitando con forme più o meno violente (parola intesa come astensione dal lavoro, blocchi stradali e altro) per scongiurare le decisione governative. Cosa produrranno non mi è dato di saperlo ma, se Monti farà marcia indietro, io, senza entrare nel merito delle ragioni e dei torti, dico che non è giusto perchè significherebbe che la “forza” può cambiare le Leggi. Chi non ce l’ha deve subire.

Mi vengono in mente i pensionati che, seppur penalizzati in modo ultra pesante (tanto da far piangere il ministro del Lavoro) fino a far loro perdere anche 20 mila euro in due anni a chi doveva andare in pensione nel 2012, non hanno strumenti per protestare, compreso lo sciopero dal lavoro… che non hanno più.

Potrebbero ricorrere ai “forconi” ma non mi sembra proprio il caso nel 2012. Insomma mi aspetto dal governo italiano una prova di fermezza, che corrisponderebbe anche ad equità, provvedendo sì ad esaminare le protesta ma senza cedere ai ricatti. Dopo di che i loro sforzi andrebbero rivolti verso i problemi dei giovani, prima che la miccia prenda fuoco. La classe “media” è diventata classe povera. La classe “povera” è finita sotto i ponti. Alla classe “alta” è stato fatto tico-tico.

Insomma il momento è delicato e finora la cosa più sicura che mi sento di dire è che almeno il 90% degli attuali deputati e senatori non vanno rieletti (a dirla verità non dovrebbero ripresentarsi, non accadrà, alle prossime consultazioni nazionali). Dopo la pessima figura che hanno fatto si danno la zappa sopra i piedi, dicendo: “Questo governo non è stato eletto dal popolo“.

Ma com’è? Prima dicevano che il popolo li aveva delegati a prendere decisioni per cui si sentivano autorizzati a fare quello che volevano, oggi, dopo che loro stessi hanno passato volontariamente la patata (che avevano reso bollente) a Monti & C., dicono che questo governo non è stato eletto dai cittadini. Roba da matti. Stanno praticamente dicendo al popolo e quindi agli elettori: “Avete sbagliato a sceglierci“. Anche se la Legge elettorale, definita giustamente Porcellum, dimostrerebbe che si sono eletti da soli.

Mi fa ancor più ridere quando Berlusconi dice: “Ce ne siamo andati nonostante avessimo la maggioranza in entrambe le camere” senza rendersi conto che tale affermazione legittima ancor più la sua incapacità a governare. Non sono meglio Udc (Casini) e Pd (Bersani), la loro mancanza di iniziative e fantasia ha raggiunto i limiti di guardia. Mi sembrano sempre più ruote di scorta e sempre meno garanti del popolo dall’opposizione, e tanto meno appaiono in grado di governare se non a supporto di governi tecnici, di altri cioè.

La cosa più “seria” che ho sentita dire in questi duri periodi di crisi è che va cambiato l’approccio con la politica che è per uomini e donne nei quali l’altruismo prevale sull’egoismo. Sono pochi direte? Sono d’accordo e per questo motivo la campagna di Zapping (“dimezziamo numero e costi della politica“) mi pare giusta e sensata. A tal proposito mi colpì, in un Porta a Porta di un mese fa, il silenzio dei deputati e senatori presenti, di fronte all’affermazione del giornalista Vittorio Feltri: “Qualsiasi sia la vostra retribuzione è immotivata perché fino ad oggi non avete fatto proprio nulla, quindi anche un euro sarebbe esagerato“. Non sono le parole testuali ma il concetto sì. I destinatari della grave offesa cambiarono tutti discorso.

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