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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Più che sobrietà e rigore, sobrietà e solidarietà. Il Partito Democratico fissa i princìpi e detta l’agenda al sindaco, nella quale dovranno trovare soprattutto spazio “le opere che portino importanti innovazioni alla città”. Nella classifica dei desideri regna ancora una volta il lungomare nord, che porterebbe all’esborso di circa 12 milioni di euro. “La fonte – spiega la capogruppo Loredana Emili – arriverebbe dalla tassa di soggiorno, che libererebbe le risorse destinate ad altri contesti”. Tramite project financing si dovrebbe invece sbloccare l’ambito progetto dei parcheggi interrati in piazza San Giovanni Battista. Ci sono poi i discorsi legati all’area Ballarin (“deciderà il consiglio comunale su quale idea portare avanti”) e alla nuova scuola media Curzi: “Non vogliamo imbonire nessuno – prosegue l’ex assessore, affiancato da Gaspari, dal segretario comunale Felice Gregori e dal gruppo democrat al completo (mancava solo Margherita Sorge per motivi familiari) – le operazioni citate partirebbero da finanziamenti certi. Sarebbe da ingenui presentare un piano di opere pubbliche sapendo che è tutto bloccato. Teniamo conto della situazione economica in atto. Il 2012 sarà un anno tremendo, servirà coraggio e noi faremo la nostra parte”.

E se il Pd annuncia battaglia, questa riguarderà necessariamente pure il tormentato tema della Sanità, con l’ipotesi concreta di manifestazioni di protesta contro la Regione. “Vorremmo che in tempi rapidissimi venissero mantenuti gli impegni presi da tre anni a questa parte”, tuona il primo cittadino. “In caso contrario rivendicheremmo il diritto al mugugno. Rispetto ad un mese fa le condizioni all’Ospedale sono addirittura peggiorate. Il Madonna del Soccorso, ad oggi, ha troppi reparti che non possono definirsi tali”. A rincarare la dose ci pensa ancora la Emili: “Chiediamo l’integrazione con un nosocomio vivo, non dimezzato. Non escludiamo di scendere in piazza; certi gesti fanno parte della nostra storia, non abbiamo paura”.

Così come non ci sarà paura sabato, giorno dell’attesissima fiaccolata no-gas organizzata dai comitati di quartiere. Il Partito Democratico non parteciperà, anche se dall’interno emergono clamorose eccezioni: “Io ci sarò – dice Vinicio Liberati – l’appuntamento sarà uno stimolo, lo considero un’opportunità. Da cittadino voglio aderire”. Pensiero opposto al resto della squadra, che legge l’evento piuttosto come  un tentativo di cavalcare la polemica: “Tuttavia – concludono – il partito lascerà liberi i propri tesserati, nonostante le nostre perplessità restino intatte”.

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