SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il tema della sanità torna a surriscaldare gli animi, già tesi, tra Regione e territorio Piceno. E lo strappo definitivo potrebbe concretizzarsi venerdì, quando Palazzo Raffaello porterà in consiglio il nuovo piano socio-sanitario, al quale si sono apportate modifiche dell’ultim’ora. Dal testo del 25 ottobre scorso infatti, qualcosa risulta essere mutato nella mente del governatore Gian Mario Spacca, come denunciano oggi all’unisono i sindaci Gaspari, Luigi Merli (Grottammare), Paolo D’Erasmo (Ripatransone), Domenico D’Annibali (Cupra Marittima) e Achille Castelli (Montefiore). “Dalla dichiarazione di realizzazione dell’Azienda Ospedaliera – affermano in coro – si è passati alla valutazione delle modalità istitutive. Sono stati inseriti dei fattori ipotetici che non ci fanno ben sperare. Chiediamo quindi di tornare alla dicitura originale”.

Il sud delle Marche lancia quindi un appello ad Ancona per un dietrofront che non costerebbe nulla in termini economici: “Gli Ospedali Riuniti non richiedono soldi, prevedono solo l’interazione tra i nosocomi già esistenti”, precisa Merli. “Non stiamo rivendicando nulla; questo tuttavia sarebbe un clamoroso cambio di rotta. Perché?”

Sulla stessa lunghezza d’onda D’Erasmo e D’Annibali: “Questo comportamento ci lascia di stucco. Questa zona merita rispetto, rischiamo di rimanere indietro rispetto agli altri”. Un refrain consolidato, che andrebbe a sommarsi ad altri sgarbi, nemmeno troppo lontani nel tempo. Eppure, in consiglio regionale il Piceno gode di ben quattro esponenti – Perazzoli, Camela, Trenta, Natali, senza dimenticare gli assessori Antonio Canzian e Sandro Donati. I primi cittadini non fanno nomi, né intendono attribuire responsabilità, ma lasciano trasparire seria preoccupazione con Gaspari intento a non abbassare la testa: “Va inoltre aggiunto che il 31 dicembre scadranno cinquanta contratti a tempo determinato di infermieri del Madonna del Soccorso. Mi auguro che il direttore Stroppa quanto prima si esprima per la sostituzione o il rinnovo”.

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