SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Spacca, andiamo. È tempo di rispondere. Ci affidiamo ad una parafrasi di D’Annunzio per aprire col sorriso questo articolo. Sono infatti passate più di tre settimane da quando abbiamo pubblicato le nostre undici domande al Presidente della Regione Marche in merito ai rapporti tra la Regione Marche e il Piceno, ma ancora non abbiamo ottenuto risposte.

L’articolo, lasciato costantemente in home page sia su RivieraOggi.it che su PicenoOggi.it, attende insomma di riempirsi di contenuti. Abbiamo lasciato al presidente Spacca tutto il tempo necessario per riflettere e magari approfondire, consapevoli certo dei tanti impegni richiesti dalla carica istituzionale che ricopre (anche se contemporaneamente abbiamo ricevuto molti comunicati stampa con sue dichiarazioni in merito ad altre situazioni).

La scorsa settimana abbiamo nuovamente contattato la sua portavoce che ci ha garantito che Spacca ha preso visione delle nostre domande e che è intenzionato a rispondere.

Ma non ricevendo ancora alcuna comunicazione, siamo costretti a ripubblicare nuovamente le undici domande, ben coscienti che una mancata risposta ha la stessa forza giornalistica di una risposta: entrambe, infatti, sono notizie.

Vedremo se una risposta arriverà entro il prossimo 11 novembre, giorno di San Martino, oppure dovremo ricordare pubblicamente il raggiungimento di 30 giorni di silenzio.

1) È la seconda volta in due anni che un inserto informativo diffuso a livello nazionale ignora del tutto il Piceno e in particolare la Riviera delle Palme (prima Il Messaggero, si legga qui e qui, ora Corriere della Sera). Come se lo spiega?

2) In entrambi i casi vi era però una pubblicità della Regione Marche: questa è stata consegnata ai giornali senza conoscerne preventivamente il contenuto degli inserti, oppure il contenuto della pubblicazione del Corsera era a conoscenza di funzionari e politici marchigiani?

3) Quanto è costata la pubblicità della Regione Marche nell’inserto “Italie” del Corriere della Sera?

4) Lei è stato intervistato e, scegliendo alcuni luoghi da visitare, cita località che si trovano in 4 province su 5 della Regione. L’assessore ai Lavori Pubblici Luigi Viventi fa un lungo elenco di infrastrutture, sempre relative a 4 province su 5. Si sente di chiedere scusa ai cittadini del Piceno? Come giustificare una superficialità così grande, altrimenti?

5) La pubblicazione del Corriere della Sera le è piaciuta o ha notato qualche difetto? Avremmo apprezzato molto, piuttosto che una risposta siffatta a Gaspari, che lei avrebbe compreso – come senz’altro sarebbe accaduto se nella situazione sambenedettese si fossero venute a trovare Ancona, Jesi, Fabriano, Fano…) il malessere cittadino e avrebbe cercato risposte dal Corriere della Sera.

6) La Regione, con Hoffman ma anche con le sue campagne pubblicitarie molto incentrate sul turismo collinare e meno su quello balneare, ha riscosso complessivamente un buon riscontro in termini di presenze turistiche. Nel Piceno va un po’ peggio: i dati parziali gennaio-agosto danno presenze provinciali -2,86%, con -0,46% a San Benedetto, – 21% ad Ascoli, Grottammare -2,57%. Come intendete rimediare a questa situazione?

7) La penalizzazione del Piceno anche in questa pubblicazione del primo giornale nazionale, rafforzata dalla poca considerazione delle interviste dei due politici, non la fa sentire un poco in imbarazzo di fronte a chi, nel Piceno, si sente considerato “marchigiano di Serie B“?

8) Il sindaco di San Benedetto, Giovanni Gaspari, ha detto, riferendosi a lei: “Forse per qualcuno aver creato una delega al Piceno è stato un modo per deresponsabilizzarsi, per delegare e non prendersi cura di un territorio“. Cosa ne pensa?

9) Il Piceno è la provincia che soffre di più la crisi economica. Per tutta risposta l’assessore provinciale Viventi, nella sua intervista, cita le seguenti “grandi opere”: “Quadrilatero; Civitanova-Foligno-Roma; la direttissima Perugia-Ancona; autostrada Fano-Grosseto; bypass ferroviario per 210 milioni di euro a Falconara; snodo ferroviario di Jesi; progetto da 500 milioni per collegamento autostradale A14-porto di Ancona; sviluppo del porto di Ancona…” Vengono citate opere concentrate tra Ancona, Pesaro e Macerata, mentre a San Benedetto si aspetta da 20 anni la cosiddetta “Bretella” e Ascoli non è da meno. Senza dimenticare che l’unica provincia senza terza corsia autostradale è il Piceno. Come giustifica questa evidente superficialità di Viventi nei confronti del Piceno? E se di elettrificazione della ferrovia Porto d’Ascoli-Ascoli lei parla, non crede che sia stato un grave errore ometterla davanti ad un giornale nazionale?

10) Gli operatori turistici piceni spesso hanno lamentato una comunicazione turistica balneare incentrata sempre sulla Riviera del Conero, che però non ha nulla in comune con il resto delle spiagge marchigiane (rocciosa la prima, sabbiose le seconde) e quindi darebbero una impressione diversa rispetto a quello che viene offerto. Anche lei rimanda alla Riviera del Conero come una delle tre attrattive principali da visitare. Non ritiene che la critica degli imprenditori turistici sia fondata?

11) Nelle 48 pagine è dato spazio a molti illustri personaggi della cultura, dello sport e dell’economia marchigiana. Non vi è neppure uno relativo all’area di San Benedetto e dintorni. Ritiene che questo sia per un deficit economico-culturale della zona o sa dare altre spiegazioni?

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