SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Daniele Primavera torna a farsi sentire contro il sindaco Giovanni Gaspari e la maggioranza che lo sostiene. Il “pomo” della discordia stavolta è l’assunzione del nuovo addetto stampa, che dovrebbe essere Eleonora Camaioni, già addetto stampa del sindaco Giovanni Gaspari durante la recente campagna elettorale.

Scrive Primavera: “Gaspari starebbe scegliendo, in perfetta continuità col suo precedente mandato, di cooptare figure professionali esterne all’ente per coadiuvare l’attività amministrativa ordinaria senza alcuna evidenza pubblica, con una scelta completamente discrezionale che a nostro avviso crea una notevole serie di danni. Senza voler entrare nella valutazione professionale delle singole persone coinvolte, che godono del nostro massimo rispetto, non possiamo però evitare di osservare che questa modalità di assunzione”.

Continua l’esponente di Rifondazione Comunista: “Questa scelta nuoce pesantemente all’immagine dell’ente pubblico, che viene visto sempre più come un feudo per il reclutamento di fedelissimi invece che come un bene comune, il cui accesso dovrebbe essere garantito a tutti i meritevoli; è inappropriata per il ruolo di addetto stampa, in quanto, come si può leggere nella prima determina in tal senso emessa nel 2006, tale ruolo esterno si rese necessario per la temporanea aspettativa di un dipendente, tornato nel ruolo 3 anni dopo; non ci pare, poi, che i compiti ordinariamente svolti richiedessero quella “alta professionalità” che giustifica, almeno di fronte alla legge, la scelta discrezionale del sindaco, a meno che non si ritengano tali la compilazione della rassegna stampa giornaliera o la documentazione fotografica delle manifestazioni presenziate dal Sindaco, cosa perlomeno passibile di dubbio; e sottolineiamo poi come, nonostante la presenza di un addetto appositamente incaricato, siano negli anni stati spesi molti soldi per la formazione del personale in materia di comunicazione con l’ausilio di docenze esterne, anche a beneficio di chi oggi viene allontanato, e dunque causando un ulteriore danno all’ente”.

Primavera coinvolge anche i partiti di maggioranza: “Tutto questo danneggia fortemente l’immagine del sindaco e dei partiti della sua coalizione, chiarendo una volta per tutte quale sia il valore della parola “meritocrazia”, ampiamente sbandierata da molti del Partito Democratico e dell’Italia dei Valori: ovvero la possibilità di scegliere arbitrariamente persone, pur qualificate, senza dover rendere conto a nessuno dei propri criteri di scelta e quindi escludendo tutte le professionalità non già legate con i membri dell’amministrazione in carica; non crea inoltre, per sua natura, occupazione stabile, come abbiamo visto con la vicenda dell’addetto stampa uscente”.

Riguardo Giovanni Desideri, assunto nel 2006 ed ora, invece, allontanato per scadenza di contratto, l’esponente di Rifondazione aggiunge: “Oggi cinicamente allontanato, la sua vicenda è sintomatica, perché il suo avvicendamento può avere solo due cause: o la scelta era sbagliata sin dal principio, e quindi quel metodo di selezione ha ovviamente fallito e non va riproposto, o l’interruzione del contratto con l’ente è avvenuta per cause inerenti la sfera politica o personale anzichè professionale; questo sarebbe ancora più grave, certificando ancora una volta l’atteggiamento privatistico nella gestione dell’ente da parte del Sindaco in carica”.

E infine: “Umilia ancora una volta tutti coloro che dall’esterno o dall’interno del comune, senza tessere di partito né amicizie influenti, attendono dall’ente pubblico non di essere assunti, ma almeno di vedere considerata la propria professionalità attraverso bandi pubblici che permettano a tutti di mettersi in gioco e dimostrare il proprio valore”.

“Siamo, però, vicini all’imbarazzo di quanti nel Pd e nell’Idv sono soliti essere i paladini delle “pari opportunità” e della “meritocrazia”, ancora una volta ridotti al silenzio e sconfessati dal loro massimo rappresentante. A loro chiediamo, se davvero credono in quello che dicono e non usano invece strumentalmente ideali così nobili, di prendere una posizione pubblica chiara e dire, una volta per tutte, basta alle assunzioni ed agli incarichi senza evidenze pubbliche; a Gaspari ricordiamo invece che i dipendenti pubblici debbono prestare servizio a beneficio dell’ente, e come tali vanno selezionati, non investiti”.

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