Intervista a cura di Massimo Falcioni. Riprese e montaggio a cura di Maria Josè Fernandez Moreno. Per visualizzare l’intervista, clicca sull’icona rettangolare in basso a destra

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Disincantato e senza peli sulla lingua. La televisione di oggi non gli piace affatto e non fatica a confessarlo ai microfoni di Rivieraoggi.it poche ore prima del Late Show che l’avrebbe visto protagonista. Enzo Iacchetti, 60 anni l’anno prossimo, è così: prendere o lasciare.

Una domanda che faccio volutamente a tutti: ha senso un festival di idee se poi il piccolo schermo si affida prevalentemente a format importati?

“Mi fa piacere che ci siano tanti giovani partecipanti; serve gente che inventi e che crei; è indispensabile. Ma se a cambiare non è la tv, per questi ragazzi lo spazio faticherà ad esserci. Io sono pessimista, loro però fanno bene a lottare e a cercare visibilità in tutti i modi”.

La situazione non cambia nemmeno sul satellite?

“No. Se hai qualcosa in mano ti dicono di portarglielo. Poi ti dicono: Non abbiamo i soldi. Non si può lavorare senza ricevere una lira in compenso. Come fai a campare se non ti pagano? Andrei volentieri a Sky, ma anche a La7. La prima cosa che ti dicono è che non possono pagarti. Se secondo voi i giovani devono lavorare gratis ditelo; io dico che è imbarazzante. Per non parlare di Rai e Mediaset che non hanno alcun canale sperimentale. O fai roba come Tamarreide o niente. Ma ripeto: io sono qui a incoraggiare questi ragazzi, sia ben chiaro. A me piace stare dove sono loro. Voglio solo che non si illudano. Questo è il peggior momento della tv”.

La crisi televisiva, oltre che ai contenuti, è anche legata ad un grande disordine di palinsesto, sia quotidiano che settimanale. E la colpa è anche di “Striscia” che allungandosi oltremodo ha spesso “annullato” la prima e la seconda serata di Canale 5. Non trova?

Striscia si allunga perché si allunga Raiuno. Però queste sono cose che devi chiedere ad Antonio Ricci, non a me. Io sinceramente ti dico che non è quello il principale problema; a servire è piuttosto lo spazio per le idee nuove. E se c’è un prodotto valido che comincia alle 21.40 anziché alle 21 io me lo aspetto e me lo guardo comunque”.

Un tempo “Striscia la notizia” si registrava due ore prima, mentre oggi va in diretta. Inoltre, dal 2005 siete in un nuovo studio con la novità della presenza del pubblico in sala. Per voi conduttori cosa è cambiato?

 

“Io ed Ezio Greggio chiediamo la diretta per contratto. Quando registriamo ci mettiamo due ore per vari motivi, ecco allora che abbiamo preso questa decisione. Riguardo alla presenza del pubblico, penso che sia molto utile. Sembra quasi di essere in teatro”.

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