ROMA – Ascoli Piceno e Fermo di nuovo assieme. Se le indiscrezioni sulla manovra anticrisi attuate dal Governo venissero confermate, le due province marchigiane, divise ufficialmente dal 2009, tornerebbero unite. Stando alla bozza all’esame del Consiglio dei Ministri verrebbero fuse le province con abitanti sotto alle 300 mila unità (34 in tutto il Paese) e quei Comuni con meno di mille abitanti (45 nelle Marche e 1500 a livello nazionale).

Ascoli Piceno a tutt’oggi conta 214 mila residenti, mentre Fermo si attesta a 178 mila. Le altre province a rischio scomparsa (o accorpamento) sarebbero Asti, Belluno, Benevento, Biella, Caltanissetta, Campobasso, Carbonia-Iglesias, Crotone, Enna, Gorizia, Grosseto, Imperia, Isernia, La Spezia, Lodi, Massa Carrara, Matera, Medio Campidano, Nuoro, Ogliastra, Olbia, Tempio, Oristano, Pistoia, Prato, Rieti, Rovigo, Savona, Siena, Sondrio, Terni, Trieste, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli e Vibo Valentia.

“Siamo rimasti aderenti al programma elettorale che parlava di riduzione delle Province che fossero considerate inutili”, ha spiegato il Premier, Silvio Berlusconi. “Si tratta comunque di un qualcosa in divenire – ha proseguito – perché i criteri per la riduzione riguardano dei limiti territoriali e di numero di abitanti che devono essere raggiunti e che scatteranno alla fine delle presenti amministrazioni e in base al censimento che partirà a fine 2011. Per i Comuni infine, per quelli sotto i mille abitanti è previsto che siano gestiti solo dal sindaco”.

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