SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una zona dell’area portuale diventerà di diretta competenza del Comune per quanto riguarda la propria programmazione urbanistica. In termini tecnici si chiama “riperimetrazione” e se ne è parlato lunedì mattina in un incontro in Comune fra il comandante della Capitaneria di Porto, gli assessori all’Urbanistica e alla Pesca Paolo Canducci e Fabio Urbinati e i capigruppo dei gruppi consiliari di maggioranza e minoranza.
Tutta la parte ad ovest di viale Marinai d’Italia, spiega il comandante della Capitaneria Daniele Di Guardo, verrà esclusa dalle aree ricadenti nel nuovo piano regolatore del porto, in corso di aggiornamento dopo un’attesa che dura dal 1968.

“Siamo agli sgoccioli per quanto riguarda la sua adozione”, spiega l’autorità portuale. La ratio della riperimetrazione è quella di prendere atto che alcune zone dell’area portuale non sono più direttamente collegate all’attività economica peschereccia né ad altre attività di un porto che comunque rimane di competenza dello Stato per quanto riguarda la sua importanza.
Fuori dalla perimetrazione dell’area portuale si intende dunque inserire le palazzine Santarelli sul lato sud-est dello stadio Ballarin, già sdemanializzate, e la parte ad est della Fossa dei Leoni con i suoi insediamenti. Poi, come detto, rimane in capo alla programmazione urbanistica del Comune l’area di viale Colombo e quindi anche i magazzini come l’ex magazzino della birra Forst.
PICCOLA PESCA E CANTIERI Se per quanto riguarda l’area portuale sud e i cantieri navali le istituzioni stanno lavorando dal 2009 al cosiddetto Adeguamento Tecnico Funzionale (strumento urbanistico che permetterebbe agli imprenditori di ampliare e riqualificare le proprie strutture al di là dei vincoli attuali) la parte del porto dedicata alla piccola pesca nel nuovo Prg portuale dovrebbe contemplare una sorta di Cittadella della piccola Pesca. Dice l’assessore Fabio Urbinati: “Vogliamo ragionare con gli operatori e le loro associazioni affinché si possano trovare previsioni urbanistiche idonee a rendere i loro spazi a norma e fruibili. Si potrebbe fare anche un mercatino, come nelle città costiere vicine, intercettando fondi comunitari e regionali. Sarebbe anche un’attrattiva turistica”.
Sul fatto che la pesca rimarrebbe l’attività principale del porto di San Benedetto, aggiunge l’assessore all’Urbanistica Paolo Canducci: “Non si snaturerà l’attitudine storica del porto. La grande distribuzione commerciale, o il residenziale, per dire, sono escluse da ogni previsione. Possiamo prevedere strutture ricettive, ristoranti, bed & breakfast. Ad ogni modo, a breve incontreremo gli operatori economici presso il Museo del Mare per esporre loro il lavoro di programmazione che stiamo facendo e raccogliere suggerimenti e istanze”.

TERZO BRACCIO Non è per adesso. La valutazione concorde, spiega Canducci, è che la realizzazione del nuovo molo a nord non è all’ordine del giorno, pur se previsto dal piano regolatore portuale del 1968, anni nei quali l’attività peschereccia anche oceanica era fiorente. Perciò il nuovo piano regolatore del porto ne prevederà il disegno ma nulla di più.

L’iter ora prevede l’approvazione in Consiglio Comunale che dovrebbe essere fissato per la prima settimana di settembre, anticipa il consigliere comunale Giulietta Capriotti. Poi la firma del Comandante Di Guardo, poi altri due passaggi formali al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici del Ministero e in Regione, per verificare la conformità con il Piano regionale dei Porti.

L’opposizione, per voce di Pierluigi Tassotti (Pdl) ha chiesto l’impegno formale del Comune a inserire nel piano regolatore generale le aree ora escluse dalla programmazione del piano regolatore del porto, senza perciò procedere a una variante dedicata. “La garanzia di questo c’è”, ha rassicurato Canducci.

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