SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Prende ufficialmente il via “Mare e Laghi Sicuri 2026”, l’operazione stagionale della Guardia Costiera che per oltre trent’anni garantisce la sicurezza lungo le coste italiane durante i mesi estivi. Quest’anno il dispositivo è attivo dal 16 giugno al 20 settembre e coinvolge, sul tratto di competenza della Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto, 51 chilometri di litorale e dieci comuni: San Benedetto del Tronto, Cupra Marittima, Grottammare, Massignano, Campofilone, Altidona, Pedaso, Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio e un territorio ad alta vocazione turistica che nei mesi estivi moltiplica la propria popolazione.

A presentare il piano operativo, nella conferenza stampa di questa mattina, il Comandante della Capitaneria di Porto Capitano di Fregata Giuseppe Quattrocchi, affiancato dal Tenente di Vascello Angelo Picone per l’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto San Giorgio, dal Tenente di Vascello Michele Bafunno in qualità di mission coordinator dell’operazione e da Michele Bottoni, rappresentante dell’Ufficio Marittimo di Cupra Marittima.

Presenza costante in mare

Per l’estate 2026 la Capitaneria di San Benedetto disporrà di cinque unità navali, organizzate su due equipaggi con rotazione continua, in modo da garantire almeno una motovedetta sempre in mare. L’operazione si svolge in stretto coordinamento con la Capitaneria di Fermo, in un dispositivo integrato che copre l’intero tratto costiero piceno-fermano.

Già due interventi nelle prime settimane

L’operazione non è ancora entrata nel vivo della stagione turistica, ma la Guardia Costiera ha già dovuto fare sul serio. Due gli interventi sanitari registrati nelle prime settimane: a Cupra Marittima, un dipendente comunale è stato trovato privo di sensi e rianimato dal personale della Guardia Costiera intervenuto sul posto — l’uomo è tuttora ricoverato in ospedale, ma la sua vita è stata salvata dalla prontezza dei militari. A San Benedetto del Tronto, invece, non c’è stato lieto fine: un turista trentino, abituale villeggiante in città, è deceduto nonostante i tentativi di rianimazione. Episodi che testimoniano come la formazione del personale, anche in campo medico, rappresenti una componente fondamentale dell’operazione.

Le novità del 2026: bollino blu e pannelli cromatici

Quest’anno l’operazione introduce due novità destinate a cambiare l’esperienza quotidiana di bagnanti e diportisti. La prima riguarda il cosiddetto “bollino blu”: un sistema istituito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, a seguito di un controllo completo sull’imbarcazione, certifica la conformità del natante ed evita successive ispezioni ripetitive. Una misura che risponde all’esigenza di bilanciare l’attività di vigilanza con la serenità di chi sceglie questi mari per le proprie vacanze.

La seconda novità riguarda la segnalazione delle condizioni di balneazione lungo le spiagge: tre colori, un codice immediato. Il verde indica balneazione libera; il giallo invita a una maggiore prudenza; il rosso segnala balneazione sconsigliata, per condizioni meteorologiche avverse o assenza del servizio di salvataggio. I pannelli verranno esposti sulle torrette dei bagnini di salvataggio, rendendoli visibili a tutti.

Cambia anche il rapporto con i bagnini: una nuova norma vieta l’utilizzo del telefono cellulare durante il servizio, salvo in caso di emergenza, per garantire la massima attenzione sul fronte mare.

Il comandante Quattrocchi: “Buon senso prima di tutto”

“La raccomandazione del Ministero è di agire con buon senso: intervenire solo quando c’è un rischio diretto per la vita”, ha sottolineato il Comandante Quattrocchi. Un invito rivolto tanto ai bagnanti quanto agli operatori, in un’estate che si preannuncia intensa su un litorale tra i più frequentati dell’Adriatico centro-meridionale.