SAN BENEDETTO DEL TRONTO -Martedì sulla vicenda della nave da pesca oceanica Genevieve, oggi dismessa e attraccata in banchina e che nei giorni scorsi ha rischiato di affondare, è intervenuto anche il Presidente dell’Associazione Albergatori Gaetano Sorge.

“L’ultimo testimone della gloriosa stagione della pesca oceanica sambenedettese si avvia tristemente verso la demolizione”, constata desolato .

“Per non perdere del tutto, come è accaduto con le paranze, la testimonianza materiale di un’epoca che ha segnato la storia della nostra città, proviamo a salvarne almeno la plancia di comando. Sistemiamola in un parco, o in un altro luogo, rendiamola fruibile ai bambini, in modo che possano sognare per un attimo di essere i comandanti di un autentico peschereccio atlantico, sul quale hanno davvero navigato magari i loro padri o i loro nonni. Facciamo in modo di salvare parzialmente l’ultima testimonianza materiale di un’epoca altrimenti destinata a tramandarsi solo nei libri e nelle foto dell’epoca”.

“Facciamo in modo – conclude Sorge – che il ricordo della pesca atlantica, che ha segnato in maniera travolgente, indimenticabile e purtroppo irripetibile la storia sambenedettese del secondo novecento, sia tramandato da un monumento fruibile, strappato all’oblio dalla buona volontà di tutti i cittadini”.

La proposta contiene un concetto, quello del mantenimento come reperto storico della plancia di comando, che è stata fatta propria anche dall’associazione Assimpesca, che ha proposto che le parti “salvabili” della nave possano trovare riparo provvisorio nel manufatto ex Gem di proprietà del Comune.

Intanto la Provincia, martedì, ha detto la sua. Ricordiamo che l’ente è il proprietario dell’imbarcazione dal 2007, quando la acquisì gratuitamente dagli armatori Giulio Marchegiani e Francesco Mosca, i quali erano già stati finanziati con fondi europei per la cessazione delle attività della nave.

L’assessore provinciale al Patrimonio Pasquale Allevi, dopo aver incontrato la Capitaneria di Porto, ha dichiarato che lo scafo ha molte micro falle, è instabile e va senz’altro rottamato. Non ci sono speranze di vederla tornare a navigare, i costi per renderla una nave scuola sarebbero insostenibili. Lasciarla in banchina così com’è oggi potrebbe essere anche pericoloso.

Stando a quanto ha dichiarato Allevi, la rottamazione verrà fatta in maniera da ottimizzare i ricavi del ferro che può essere riutilizzato, e l’ipotesi di conservare la plancia di comando come reperto storico e culturale non sarebbe così peregrina. Pur se bisognerà decidere dove collocarla.

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