ASCOLI PICENO – “Precari attenti, cercano di fregarvi”. Con queste parole la federazione regionale dell’Unione sindacale di base vuole mettere in guardia tutti i precari del territorio dalla legge 183 del 2010, la cosiddetta “Collegato lavoro”, entrata in vigore dallo scorso 24 novembre. Ebbene, secondo l’Usb, tale legge è una vera e propria “fregatura per i precari poco attenti e poco solleciti a correre ai ripari”. “Ma se ci si muove in fretta – afferma  il referente Andrea Quaglietti – in molti potranno riuscrire a trasformare questa legge antisocialeapprovata dal centrodestra in una possibilità in più per ottenere una stabilizzazione o magari un risarcimento”.

“Entrando nel merito tecnico – spiega invece l’avvocato Andrea Strozzieri – dobbiamo ricordare che prima di questa legge, a chi scadeva un contratto precario era data la possibilità di far valere l’ eventuale illeggittimità, e quindi ottenere la trasformazione in contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche a distanza di mesi o anni. La nuova normativa, invece, prevede che il precario impugni il contratto mandando una raccomandata entro 60 giorni dal termine del rapporto di lavoro. Il lavoratore precario, quindi, una volta scaduto il suo incarico temporaneo, ha in pratica tempo soltanto sesssanta giorni di tempo per contestarne la forma, e soltanto in questo caso avrà poi ulteriori 270 giorni di tempo per valutare se andare avanti o meno con il ricorso”.

Ma perchè tempi tanto brevi rispetto a prima? Lo stato probabimente non vuole ripetere errori passati, come nel caso delle Poste Italiane.

“Ma così ha creato una legge che è un obbrobbrio, – aggiunge l’avvocato – una sanatoria permanente dei contratti illeggittimi!. Chi ha un lavoro precario,- spiega – è reticente a impugnare il contratto per non guastare il rapporto con il con il datore di lavoro, sperando sempre di essere richiamato e, andando avanti a forza di rinvii, di essere finalmente stabilizzato. Ma in questo modo i sessanta giorni trascorrono e a quel punto, se dopo mesi o anni non sarà richiamato non potrà fare più niente”.

Diverso il discorso per i licenzimenti. Per questi, infatti, anche la legge vecchia prevedeva sessanta giorni di tempo.”Ma in questo caso è più giustificato perchè il lavoratore è al corrente già il giorno dopo della situazione, quindi è chiaro che se c’è una illeggittimità può valutare fin da subito il ricorso”.

Rimane però  il problema di coloro che hanno un contratto precario antecedente l’entrata in vigore della nuova legge. “Ebbene  l’assurdità di questa legge – dice ancora il legale – è che è retroattiva, nonostante la retroattività di norma venga applicata solo quando questa arreca benefici a chi ricorre.  Ma per non andare incontro ad evidenti problemi di incostituzionalità, si è deciso di concedere ai vecchi precari sessanta giorni di tempo  dall’entrata in vigore della nuova legge. Quindi chi è senza lavoro da prima del 24 novembre, deve affrettarsi a mandare una lettera di contestazione entro il 23 gennaio. Dopodichè ci saranno  altri 270 giorni per contestare il contratto qualora si riscontrino delle illeggittimità “.

“Speriamo che i precari e chi è deputato a difendre i lavoratori – aggiunge infine Quaglietti  – si attivi attraverso banchetti, sportelli, punti di incontro. L’Usb organizza  martedì 18 alle ore 16 un seminario formativo presso la propria  sede in Via Dino Angelini, e spera in una futura  mobilitazione e una grande manifestazione di protesta”.

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