SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Wikileaks rischia di essere messo in ombra dalle vicende di Julian Assange. Auspicano una organizzazione meno verticistica e più democratica gli animatori del nuovo sito di notizie scomode e bollenti www.openleaks.org che il prossimo lunedì 13 dicembre verrà lanciato su Internet.

Secondo alcune fonti svedesi i problemi di raggiungibilità sofferti quest’anno dal sito Wikileaks erano tutt’altro che attacchi dall’esterno, ma una sorta di segnale che dal di dentro alcuni davano ad Assange per farlo dimettere. Sembrerebbe infatti che i collaboratori erano in disaccordo su come l’australiano avesse gestito l’organizzazione anche in occasione delle accuse rivoltegli in Svezia circa presunti reati a sfondo sessuale che avrebbe commesso.

Entrambi i siti costituiranno un mezzo a disposizione  dei cosiddetti “informatori” per fornire al grande pubblico notizie con massima tutela dell’anonimato. E fin qui si rileva una comunione di intenti. Contrariamente al sito padre, Openleaks non pubblicherà in modo diretto i documenti sul web ma fornirà alle fonti gli strumenti per caricare il materiale che poi verranno elaborati e solo successivamente pubblicati da organizzazioni partner.

Una sorta di intermediario neutrale, senza connotazione politica, con il solo scopo di diffondere le informazioni ai mezzi di comunicazione, al pubblico, alle organizzazioni non governative, agli ordini professionali e via dicendo. Quello che potrebbe chiamarsi una agenzia dei leaks.

In sintesi le differenze tra i due sistemi sono nella modalità di pubblicazione del materiale (Wikileaks in modo diretto e dunque responsabile delle informazioni, Openleaks agirà solo da megafono) e nella gestione dell’organizzazione (Wikileaks sotto il comando di Assange, Openleaks governata democraticamente dai collaboratori).

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