SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Champions League, fischio finale. La Rai ha deciso di non rinnovare il contratto per la trasmissione in chiaro della vecchia Coppa dei Campioni che a questo punto rischia di ritrovarsi dal 2012/2013 senza copertura televisiva free.

L’accordo, che venne stipulato nel 2008 dall’allora direttore generale Claudio Cappon, scadrà al termine della prossima stagione, senza dunque la proroga di altri tre anni.

Tutta colpa dei mancati introiti pubblicitari che non andrebbero a coprire i 30 milioni di euro stagionali che Viale Mazzini dovrebbe versare nelle casse dell’Uefa. Senza dimenticare che da parecchio tempo ormai le gare della competizione non rappresentano più la priorità sulla rete ammiraglia della tv di Stato. Fatta eccezione di finali, semifinali o quarti (sempre a patto che a scendere in campo sia un club italiano), le partite vengono infatti da tempo immemore confinate sul secondo canale preferendo lasciar campo libero su Raiuno a format considerati più appetibili sul piano degli ascolti, come ad esempio “Ti lascio una canzone”.

Uno sforzo economico dunque evitabile, capace di portare a casa una media globale non superiore al 18% di share ed oltretutto legato a paletti di programmazione insindacabili: un solo match per turno (quello del mercoledì, almeno sino alle semifinali) e highlights del restante palinsesto, a differenza di Sky e Mediaset Premium che non ‘oscurano’ nulla.

In compenso però il servizio pubblico ha riconfermato il Giro d’Italia, il Tour de France e soprattutto gli Europei di calcio 2012 in Polonia ed Ucraina, che vedranno impegnata (facendo gli scongiuri) la nuova Nazionale di Cesare Prandelli.

Restano quindi da capire soltanto le sorti della Champions, che Cologno Monzese mollò nel 2006 a causa del prezzo troppo elevato del pacchetto per lanciarla esclusivamente sul digitale terreste. Che torni clamorosamente sui suoi passi?

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