SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Porto, il presidente dell’associazione di armatori e marittimi Assimpesca scrive una lettera ufficiale al sindaco, all’assessore alla Pesca e alla Capitaneria: «Siamo venuti a conoscenza della programmazione degli interventi previsti per il nostro porto da parte del Provveditorato Interregionale Opere Pubbliche Emilia Romagna e Marche e ne apprezziamo l’interesse dimostrato. Ma ci sentiamo in dovere di far rilevare una forte contrarietà circa l’ipotesi di un ampliamento della cassa di colmata esistente. Già con la realizzazione dell’ attuale cassa di colmata – scrive Merlini – la marineria ha più volte denunciato la mutazione delle correnti all’imboccatura del porto con la comparsa di turbolenze, flusso di correnti anomale e risacche particolarmente accentuate con i venti settentrionali che creano notevoli difficoltà di manovra e rischi che vengono superati grazie alla particolare abilità dei nostri comandanti. Pertanto siamo dell’ avviso di evitare ulteriori pericoli ai nostri operatori e di precedere ogni eventuale intervento con studi molto specialistici, magari con prove di simulazione in vasca, che ne dimostrino l’assoluta sicurezza».
Merlini e l’Assimpesca poi segnalano la priorità da dare all’escavazione dell’imboccatura e alla sostituzione del traliccio posizionato nello scalo di alaggio che non è funzionante da almeno tre anni causando la totale oscurità in quel tratto e fortissimi disagi e pericolosità nelle operazioni di lavoro notturno.

«Ciò anche in considerazione del fatto che la zona, a fortissima connotazione produttiva, è continuamente frequentata per fini commerciali e turistici da persone non preparate ad affrontare situazioni di pericolo e che a nostra insaputa e in mancanza di divieti salgono sui motopesca mettendo a rischio la loro incolumità e la responsabilità civile dei titolari delle nostre imprese. Per questo – conclude Merlini – chiediamo di essere interpellati ogni qualvolta si intende organizzare eventi straordinari in ambito portuale che nulla hanno a che vedere con la destinazione d’ uso dell’area, che si auspica resti a fini produttivi e artigianali legati alle attività marittime e pescherecce, anche per avere le necessarie garanzie dal punto di vista assicurativo, civile e penale».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 84 volte, 1 oggi)