SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Come previsto, il Tar del Lazio non ha ribaltato le decisioni della Figc e del Coni, confermando la bocciatura di Ancona, Sangiustese e Figline, le tre società escluse dal calcio professionistico che erano ricorse alla giustizia amministrativa.

L’estrema possibilità per queste società è ora il ricorso al Consiglio di Stato, una mossa che però avrebbe tempi troppo lunghi: è imminente l’ufficializzazione dei ripescaggi e dei gironi di Lega Pro e Serie D. Ormai quasi nulle, quindi, le speranze di Ancona, Sangiustese e Figline di salvare le rispettive categorie.

Mentre c’è incertezza sul futuro della Sangiustese (Eccellenza o ancora più in basso?), ad Ancona già da qualche tempo il sindaco Fiorello Gramillano, dopo il naufragio della cordata per il Lodo Petrucci (che avrebbe consentito di ripartire dalla Seconda Divisione), sta cercando di mettere insieme il budget necessario per ripartire dalla serie D. Per l’ammissione in sovrannumero, infatti, ci sarebbe ancora un po’ di tempo, ma neanche questa cordata finora ha raggiunto gli obiettivi economici (1 milione di euro in tre anni) posti da Gramillano per un progetto vincente.

Ecco quindi che si torna a pensare alla possibilità Piano San Lazzaro, in Eccellenza, con il presidente Marinelli che sta allestendo, al solito, una squadra per vincere il campionato e si è detto disponibile a cambiare nome e colori sociali. Ma per ora è costretto ad aspettare la fine della lunga telenovela-Ancona.

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