MONTEFIORE DELL’ASO – Dopo la serata di lunedì, che ha visto protagonista l’attore Palma d’Oro a Cannes Elio Germano, oggi martedì 27 luglio si terrà, sempre a Montefiore dell’Aso, la serata finale della decima edizione del festival Sinfonie di cinema “Luogo non luogo nel Cinema italiano”.

Alle ore 21.15 all’interno del chiostro di San Francesco sarà proiettato il film di Giorgio Diritti “L’Uomo che verrà”. La pellicola è stata pluripremiata dal Festival di Roma, dai David di Donatello (dove ha conquistato il premio più ambito, quello per il Miglior film dell’anno, oltre alle statuette per la Miglior produzione e sonoro in presa diretta), dai Ciak d’Oro e dai Nastri d’Argento. II film, inoltre è stato riconosciuto di interesse culturale nazionale ed ha ricevuto il finanziamento del ministero per i beni e le attività culturali.

Al termine del film numerosi gli ospiti che interverranno alla serata: il regista Giorgio Diritti, lo scenografo Giancarlo Basili, il montatore Paolo Marzoni, il critico Lorenzo Codelli, e i curatori delle musiche Marco Biscarini e Daniele Furlati.
A coronare questa decima edizione del festival ci sarà una degustazione gratuita di vini della Cantina Colli Ripani.

Il film “L’uomo che verrà” è ambientato nel 1943 alle pendici di Monte Sole, vicino Bologna. La protagonista è Martina, una bambina di 8 anni, l’unica figlia di una famiglia di contadini che, come tante, fatica a sopravvivere. Anni prima ha perso un fratellino di pochi giorni e da allora ha smesso di parlare. Nel dicembre la mamma rimane nuovamente incinta. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1944 il piccolo viene finalmente alla luce. Quasi contemporaneamente le SS scatenano nella zona un rastrellamento senza precedenti, che passerà alla storia come la strage di Marzabotto.
Il regista Giorgio Diritti sottolinea in lungo lavoro di ricerca per realizzare un film che narrasse il dramma della strage avvenuta sull’Appennino bolognese nelle borgate circostanti il Monte Sole, nei comuni di Marzabotto, Vado-Monzuno e Grizzana-Morandi e aggiunge: “L’approccio ad un film di tale importanza storica non è stato semplice. Gli eventi narrati vogliono essere testimonianza di grandissimo valore morale, ci consegnano per immagini la sintesi del desiderio e del bisogno della solidarietà nelle convivenze umane, e ci restituiscono il senso delle cose “che contano”, ridanno valore ad una stretta di mano, ad una preghiera, al cibo, all’amore”

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