POLTU QUATU (Sardegna) – Esaltante, per il risultato e per la vetrina d’eccezione nel jet set della Costa Smeralda. Non c’è un migliore aggettivo per definire la vittoria dei sambenedettesi di Metamarine Corse nella prima manche del Gran Premio del Mare a Poltu Quatu, valevole per il Mondiale 2010 della motonautica Powerboat Uim.

La GARA Eppure la corsa non comincia con i migliori auspici. Il monocarena del grottammarese Marco Pennesi e del veneto Giampaolo Montavoci deve partire da ultimo, non avendo corso la Super Pole per via di un problema a un tubo. Poi subito la rimonta. Al secondo giro del circuito, Metamarine “Foresti &
Suardi” è seconda dietro il temibile team Furnibo, che poi si è ritirato per una rottura al motore. Il bolide piceno taglia il traguardo lasciandosi dietro Lucas Oil e l’agguerrito Spirit of Ukraine.
*Pennesi* racconta così la gara: “La rottura del tubo? Abbiamo lo scafo grande e pesante, che può soffrire sulla planata. Ma poi l’affidabilità del nostro motore diesel e la sua capacità di non perdere velocità nelle virate ci ha fatto rimontare. Quando stavo dietro a Furnibo sentivo puzza di olio bruciato dal suo motore, e infatti il giro dopo loro hanno rotto. Questa nostra affidabilità non nasce dal caso, ma da cinque anni di lavoro duro e sperimentazione. Siamo gli unici ad adottare il diesel, e questa scelta paga eccome”.
Ora la classifica generale sorride. Metamarine si conferma squadra da battere.
*UN PALCOSCENICO PER LE IMPRESE PICENE* Giovanni Cimini, imprenditore sambenedettese nel settore energetico, team manager di Metamarine Corse, non sta nella pelle e parla di grande vetrina per tutto il comparto della nautica picena. “Il risultato sportivo può fare da ottimo preludio alla messa sul mercato della nostra Tnt 48 Replica, la versione da diporto destinata ai cultori della nautica sicura ed elegante. Siamo a due passi da Porto Cervo, è bellissimo vedere un cantiere piceno, con piloti italiani, sbancare una gara Mondiale e mostrarsi al mondo. Ci guardano tutti, è davvero una ottima figura per tutta l’economia picena”.

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