SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il giudice del Lavoro presso il tribunale di Ascoli, dottor Emilio Pocci, con una ordinanza dello scorso undici maggio ha sostanzialmente dato torto alle rivendicazioni del sindacato Gilda, che con un ricorso chiedeva l’annullamento delle elezioni suppletive indette nello scorso marzo per nominare la nuova rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) presso il primo Circolo Didattico, quello della scuola “Moretti”.
Viene così data legittimità alla posizione tenuta dagli altri sindacati presenti nella scuola, ovvero Cgil, Cisl, Uil e Snals.
La Rsu era stata eletta nel 2006. Tre componenti, in rappresentanza di Gilda, Uil e Cisl. Il primo settembre la rappresentante Gilda, Anna Rosa Cianci, era stata “utilizzata” su sua domanda presso l’istituto superiore Ipsia, cambiando luogo di insegnamento ma mantenendo la titolarità presso il Primo Circolo Didattico. Poi ad ottobre si era dimessa la rappresentante Cisl per ragioni di ordine personale. A quel tempo si pensava che il tre dicembre ci fosse stato il rinnovo nazionale delle Rsu. Poi il ministro Brunetta annullò quella votazione e le Rsu in carica vennero prorogate di un altro anno oltre la durata prevista. Secondo la Gilda, però, la conseguente richiesta delle altre quattro sigle di indire elezioni per il rinnovo della Rsu avrebbe dato luogo ad elezioni arbitrarie. La Cianci parlò di “tentativi di scaricare dei sindacalisti scomodi”.
Ora il giudice Pocci ha respinto il ricorso della Gilda. Il motivo è che quella Rsu andava considerata comunque decaduta in quanto era rimasto in carica solo un componente su tre, mentre la Cianci andava considerata “decaduta” in quanto insegnava di fatto in un’altra scuola.
Nella sede della Cisl, lunedì mattina, registriamo questi commenti da parte dei sindacalisti Feliziana Capretta (Cisl Scuola), Mario Alessi (Snals), Giuseppe Valieco (Cgil Flt), Giovanni Camaioni (Uil).
«Ci sembra lampante che il giudice Pocci abbia escluso qualsiasi nostro presunto intento persecutorio nei confronti della collega della Gilda. Eppure nel ricorso e nelle dichiarazioni da parte di questo sindacato abbiamo registrato una lettura in questo senso, ci è dispiaciuto molto. Non abbiamo calpestato i diritti sindacali di nessuno, ma semplicemente applicato quanto previsto anche dall’Aran, l’agenzia che rappresenta l’amministrazione dello Stato nelle contrattazioni per i dipendenti pubblici. Quella Rsu era di fatto decaduta, andava contro gli interessi dei lavoratori mantenerla. Siamo sereni, un giudice terzo ha risolto questa vicenda interpretativa. Ci rammaricano però le accuse della Gilda».

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