MARTIINSICURO – Città Attiva risponde a Cappellacci, ritenendo «inadeguate» le affermazioni sul Bilancio di previsione 2010 rilasciate dall’assessore.

«Innanzitutto – esordiscono i consiglieri di minoranza – i ringraziamenti ai suoi colleghi di maggioranza ci sembrano del tutto fuori luogo, in quanto il contenimento della spesa da parte degli stessi non è dipeso da una loro scelta autonoma ma è la conseguenza di obblighi di legge cui sono sottoposti gli enti inadempienti (che non hanno cioè rispettato il patto di stabilità, ndr). Il ringraziamento ai cittadini – aggiungono – è invece sacrosanto, considerando che se l’attuale maggioranza non avesse sforato il patto di stabilità nel 2008 effettivamente non avrebbero dovuto subire un 2009 caratterizzato dall’inesistenza di una vita amministrativa».

Ma il gruppo di opposizione ribatte anche sui costi dei servizi a domanda individuale, che dopo essere stati aumentati lo scorso anno, ora l’amministrazione ha intenzione di ridurre nuovamente: «Si è trattato di un’autentica Caporetto per lui e per tutti i componenti della Giunta che, all’indomani dell’approvazione degli aumenti, si sono trovati a dover affrontare le reazioni di famiglie davvero esasperate». Città Attiva inoltre riferisce che l’aumento dei buoni pasto delle mense scolastiche avrebbe portato numerosi disagi ai martinsicuresi, già provati dal generale periodo di crisi economica, tanto che «dallo scorso 30 settembre il 30% delle famiglie si è trovato nell’impossibilità di usufruire del servizio».

Altra questione contestata dal gruppo di opposizione è la scelta dell’assessore di aumentare i costi dei servizi a domanda individuale (che hanno gravato su una parte dei cittadini) piuttosto che aumentare la Tarsu (che invece avrebbe riguardato tutti): in base a quanto sostenuto da Cappellacci la decisione è stata presa in considerazione del fatto che se il Comune avesse incassato troppo, non si sarebbe riusciti a contenere la spesa corrente, come imposto dai requisiti di legge inerenti il patto di stabilità. «Tale dichiarazione dimostra ancora una volta – aggiungono – una carente conoscenza in materia contabile in quanto i maggiori introiti si sarebbero potuti spendere proprio per la manutenzione straordinaria delle strade, che rappresentano interventi in conto capitale, e quindi non soggetti alle sanzioni. Con una preparazione più accurata quindi,- concludono – si sarebbe potuto evitare ai cittadini di dover girare per tutto il 2009 su strade da terzo mondo».

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