MASSIGNANO – I Comuni di Massignano e Montefiore dicono no agli impianti di biomasse nella vicina Ripatransone.

Giorni fa è stata comunicata l’intesa raggiunta tra l’amministrazione ripana e la Texon Italia Spa, che renderà possibile la realizzazione di un impianto a biomasse per la produzione di energia elettrica alimentato da olio vegetale di girasole.

«I cittadini sono molto preoccupati. La zona in cui sorgerà l’impianto è una vallata a forma di imbuto, il pericolo di futuri cattivi odori persistenti è elevato» interviene così il sindaco di Massignano, Marino Mecozzi.

I rappresentanti di Montefiore e Massignano manifestano la contrarietà anche a nome dei Comuni di Cupra e Carassai.
«Ci sembra davvero eccessiva- continua Mecozzi- la coltivazione di girasoli prevista per 2500 ettari, per ottenerne 45 mila quintali all’anno. Così si impoverirà il terreno a causa del mancato ricambio triennale di colture».

Interviene Lucio Porrà, vice sindaco di Montefiore: «Per una legge regionale che disciplina questi impianti, la Texon Italia Spa dovrebbe produrre autonomamente il 51% dei girasoli. Attualmente posseggono solo 250 ettari di terreno, in che maniera riusciranno a ottenerne 2500?»

Incalza ancora Mecozzi: «Quale terreno in prossimità della Texon è abbastanza grande da poter contenere 45 mila quintali annui di girasoli? E soprattutto se non riuscissero a raggiungere la quantità di girasoli, li importerebbero dall’estero?».

«Il vantaggio per l’agricoltura locale è zero. Il traffico della zona verrebbe modificato e le strade non sono idonee a contenere un aumento di afflusso. L’impianto dovrebbe lavorare 24 ore al giorno e tutto questo sarà di utilità solo alla Texon. L’energia prodotta, sarà infatti utile solo all’azienda che minaccia di licenziare dei dipendenti se non potrà avvalersi delle biomasse» denuncia Porrà.

Interviene il sindaco di Montefiore, Achille Castelli, sui ventilati danni al turismo: «L’incremento di strutture di ricezione, ormai se ne contano 25 tra agriturismi e B&B, ci ha permesso di puntare sul paesaggio e di ottenere dei riconoscimenti. Chiedo l’intervento della Provincia di Ascoli Piceno, a tutela del territorio»

«L’insediamento industriale prescelto, è immerso in un contesto dalla vocazione rurale e dalla elevata qualità paesaggistica, non è un sito idoneo per l’installazione di un impianto a biomasse che utilizzerebbe oltretutto materiali “vegetali”, non meglio specificati nell’autorizzazione regionale, solitamente irreperibili nella Valmenocchia» commenta Porrà.

In conclusione i sindaci di Massignano e Montefiore chiedono alla Regione di sospendere le autorizzazioni e promuovono un’alternativa per produrre energia, il fotovoltaico.

Se ne parlerà in un’assemblea aperta al pubblico e ai politici che volessero intervenire sulle biomasse, il 17 marzo alle ore 21, al ristorante “Forever Young” di Villa Santi di Massignano. Prevista una raccolta di firme.

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