ASCOLI PICENO – Da oggi è attiva la mail certificata, che permetterà all’ente Provincia di tenere in contatto on – line consiglieri, assessori e dirigenti, senza ricorrere alle più contorte e senza dubbio costose procedure cartacee.

La mail certificata ha già valore legale al pari di qualsiasi raccomandata con ricevuta di ritorno, ma l’amministrazione provinciale vuole comunque modificare il regolamento, ed è probabile che l’atto già entro gennaio verrà posto all’ordine del giorno del consiglio. Del tempo ci vorrà anche per permettere a tutti di assimilare i meccanismi, pur semplici, che un sistema informatizzato richiede.

A breve dunque niente più fax, raccomandate, lettere ed altro.

A spiegare i dettagli di questa operazione sono stati il presidente della Provincia Piero Celani, il presidente del consiglio Armando Falcioni e i consiglieri del Pdl Giuseppe Mercuri e Raffaele Rossi nel corso di una conferenza stampa.

«La Provincia ha bisogno di un sistema di comunicazione interna nuovo, più rapido ed efficiente – ha spiegato Celani – In questo modo non ci saranno più problemi di ritardi o di mancati recapiti postali».

«Ogni raccomandata costa quattro euro – ha affermato Mercuri – Si spendono ogni anno oltre cinquanta mila euro in carta e più di centomila euro in toner. In questo modo ci sarà un investimento iniziale di computer e apparecchiature varie che già prima della fine dell’anno sarà riassorbito».

«L’ordine del giorno di modifica dell’attuale regolamento verrà presentato nel consiglio provinciale successivo a quello imminente sul bilancio, probabilmente entro gennaio» ha sostenuto Falcioni.

L’operazione è stata gestita in prima persona dal consigliere Raffaele Rossi, che per il futuro auspica anche l’utilizzo di altre piccole innovazioni.
«Queste importanti tecnologie sono ormai necessarie per i tempi in cui viviamo – ha detto Rossi – La comunicazione elettronica è largamente utilizzata da tutti. In questo modo oltre ad una netta riduzione di costi ci sarà anche una maggiore efficienza del servizio di informazione. Ad ogni consigliere sarà concesso un netbook, una penna usb con la quale poter navigare fino a 10 Giga e una scheda con apposito ricevitore per riconoscere la firma digitale, che speriamo possa al più presto sostituire in tutto e per tutto quella orginale».

Il costo di ogni net book è di 310 euro, quello del lettore della scheda con la firma digitale si aggira intorno ai 20 euro mentre ciascuna penna costerà all’ente 5 euro al mese.

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