dal settimanale Riviera Oggi numero 802 del primo dicembre 2009
CUPRA MARITTIMA – La nuova amministrazione comunale di Cupra, insediatasi solo a giugno, si vede costretta a scendere in trincea per combattere il parassita che uccide le palme. È diventata ormai una minaccia anche per a Cupra il tristemente noto “punteruolo rosso”.
Grazie alla segnalazione dell’Assam (Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche), il Comune di Cupra si è preparato in anticipo all’invasione, facendo frequentare ai suoi operai dei corsi specializzati sulla potatura della corolla delle palme. Delle otto palme malate, ne sono state potate cinque, sperando guariscano.
Sempre in collaborazione con l’Assam, si stanno monitorando tutte le palme pubbliche e quelle private se segnalate come malate. A prescindere che il cittadino che possiede una palma malata nel suo giardino provveda per proprio conto a contrastare il coleottero o chiami gli operai del Comune, la pratica dell’intervento deve essere certificata, così come lo smaltimento dei resti della pianta morta. Il tutto secondo i canoni previsti dall’Assam. L’assessore all’ambiente Marco Malaigia ipotizza come strategie per il futuro l’utilizzo dei Nematodi, parassiti innocui per la palma ma non per le larve del punteruolo, da stazionare permanentemente sulla corolla delle palme, oppure l’instillazione temporizzata di un liquido anti larva per impedirne lo sviluppo. «Sono disponibile a un confronto con i comuni limitrofi, purché non si risolva tutto con una passerella pre-elettorale. Le future collaborazioni dovranno essere spinte da un’ostinata volontà di debellare il problema» suggerisce infine Malaigia.
I VIVAISTI TEMONO Il problema è ancor più grave per i vivaisti della zona. Ormai la produzione di palme è stata sospesa visto che è sempre più difficile la vendita.
«Il problema da trattare oggi è la prevenzione. Il commercio delle palme è bloccato a causa della poca validità dei metodi usati. Per un privato, potare la corolla della palma può essere un tentativo per salvarla, la pianta rimane però mutilata. Noi vivaisti non potremmo mai vendere una palma ridotta in quella maniera. Per non parlare poi dei costi esagerati di questi tentativi di cura, che per quanto mi riguarda non portano nessun risultato positivo», commenta Pietro Marconi, vivaista.
Un altro vivaista, Nicola Brutti, è proprietario di terreni a Grottammare e Cupra. «A Grottammare è stata sospesa per legge la vendita delle palme, ora ho dovuto bloccare anche la produzione di Cupra. Il problema è stato preso alla leggera, non esistono metodi efficaci, tutto rimane sperimentale. I politici dovrebbero interessarsi di più al problema».
I vivaisti di Cupra hanno un altro grande problema “dalle piccole dimensioni”, la Paisandisia, un lepidottero anch’esso ghiotto di palme. «Vorremo più attenzione su questo problema da parte dei media nazionali e del parlamento italiano» dichiara l’assessore Malaigia.

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