SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’associazione sambenedettese “Maremosso” interviene riguardo le ultime vicende del Parco Marino del Piceno. Per illustrarne i possibili usi e utilità, l’associazione promuove un incontro, per giovedì 17 dicembre alle ore 17 presso l’Associazione Pescatori Sambenedettesi Viale Marinai d’Italia, ex Lega, a San Benedetto.

«L’idea di istituire il Parco Marino del Piceno – spiegano in una nota stampa – è nata agli inizi degli anni ‘90, con la consapevolezza di essere una strategia di lungo respiro, per arginare la profonda crisi del settore peschereccio dove annualmente centinaia di operatori marittimi sono andati in pensione senza essere sostituiti dai giovani».

Prosegue l’associazione: «Si volevano creare quindi le condizioni di una sorta di Piano Regolatore della costa prevedendo aree di maricoltura e di ripopolamento marino, e annullato lo sversamento di inquinanti verso il mare».

«Solo l’Università di Camerino – sottolineano – è stata puntuale all’appuntamento formando decine di nostri giovani nella gestione della fascia costiera molti dei quali ora lavorano in altre riserve marine, mentre le amministrazioni pubbliche si sono distinte in estenuanti trattative che hanno portato alla stasi ed alla perdita della vera specificità del Parco: la sua estensione da Porto Sant’Elpidio a Tortoreto».

Aggiungono: «Nel frattempo la marineria della nostra area è passata da circa 3 mila addetti degli anni ’70 a nemmeno 500 di oggi con una perdita occupazionale non ancora sostituita nella sua massa critica da altre attività».

«Ma il settore Mare – concludono – è ancora oggi uno dei più importanti in termini di possibilità di sviluppo occupazionale e di creazione di ricchezza e tornare a puntare su di esso è un obbligo ed una impellente necessità per la nostra area».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 514 volte, 1 oggi)