SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La creazione di un centro vaccinale di massa e le misure da adottare per attrezzarlo. E poi la messa a punto del piano operativo contro i rischi della pandemia da virus A/H1N1v, valutati come incombenti dall’organizzazione mondiale della sanità (siamo nella cosiddetta “fase 6”, quella della alta trasmissibilità), con un picco previsto da ottobre fino al 31 dicembre.

Di questo hanno parlato i sindaci della zona 12 dell’azienda sanitaria regionale, nella riunione presso il Comune di San Benedetto mercoledì mattina.
Intanto, in tutte le Marche il ministero della Salute ha inviato finora le prime 1400 dosi di antinfluenzale. Bastano per 700 persone, perché il dosaggio pro capite è doppio. Perciò nel frattempo le strutture mediche diffuse nel comprensorio sambenedettese sono sufficienti per ospitare le vaccinazioni.
L’ospedale non sarà il centro vaccinale di massa, questo è scontato. Una volta attrezzati a dovere, e una volta giunti i vaccini, potrebbero svolgere questa funzione o il Palazzetto dello Sport “Bernardo Speca” o il centro logistico intermodale ”Orlando Marconi” a Centobuchi.
«Sul Palasport dobbiamo fare delle attente valutazioni in quanto durante il periodo delle vaccinazioni bisognerebbe sospendere le attività sportive. Per il Centro Marconi bisogna valutare con la proprietà, valutare se ci sono le condizioni logistiche, insomma siamo ancora all’inizio di un percorso», dichiara il sindaco Giovanni Gaspari.
Nella zona di Montalto o di Carassai, presumibilmente, si insedierà un altro punto di vaccinazione di massa per servire la popolazione più lontana da San Benedetto.
Secondo quanto riferisce l’assessore sambenedettese Loredana Emili, entro metà novembre nelle Marche arriverà la prima tranche consistente di dosi antinfluenzali dal colosso farmaceutico svizzero Novartis. Saranno sufficienti per 210 mila persone. Le linee guida del ministero della Salute prevedono la copertura del 40% della popolazione nazionale.
Il medico Luigi Persiani, del servizio Prevenzione dell’azienda sanitaria locale zona 12, ha affermato: «A prescindere dall’effettiva pericolosità di questo virus, una variante della famosa influenza spagnola poi ricombinatosi come ospite intermedio nei suini, le istituzioni stanno preparando le strutture per la vaccinazione di massa. I soggetti più deboli e predisposti sono i bambini e i giovani adulti. Il virus si trasmette per via orale. Per un piano operativo più completo, comunque, bisognerà attendere l’arrivo effettivo delle dosi di vaccino».
Insomma, fervono i preparativi delle istituzioni per fronteggiare l’eventuale pandemia. I soggetti più giovani sarebbero più a rischio in quanto non immunizzati al virus, che come noto è presente nel mondo da almeno un secolo. La sua mortalità viene definita bassissima, simile a quella dei virus influenzali più noti. Prudenza sì, dunque, ma no al panico, come ha sostenuto anche l’eminente Umberto Veronesi in questo pezzo su Repubblica.

ALTRI DATI SULLE MARCHE All’inizio della prossima settimana giungeranno nel punto di stoccaggio presso gli Ospedali Riuniti di Ancona altre 4.260 dosi di vaccino. Dal 19 ottobre inizierà la vaccinazione degli operatori sanitari dell’ospedale di Torrette (Ancona) e dal 26 comincerà la campagna vaccinale per tutti gli altri operatori del Servizio sanitario regionale: sono loro i primi in ordine di priorità indicati nell’ordinanza ministeriale dell’11 settembre.

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