ANCONA – Allarme rosso Piceno. Proseguono gli incontri e le prese di posizione istituzionali di fronte alla decisione della Manuli Rubber con sede ad Ascoli di attivare la messa in mobilità per 375 dipendenti.

Il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca ha ricevuto giovedì mattina l’amministratore delegato della Manuli Rubber Industries di Ascoli Piceno, Roberto Grandi. Spacca ha ribadito di ritenere totalmente irresponsabile la decisione dell’azienda di aprire la procedura di mobilità per la totalità delle maestranze, in maniera unilaterale, senza alcun preavviso, in un periodo festivo.
Una decisione calata dall’alto, che crea difficoltà gravissime al territorio. «In questo senso mi sono espresso – ha aggiunto – in una lettera inviata ai Ministri dello Sviluppo economico e del Welfare e, questa mattina, anche a Berlusconi».
Nella lettera si chiede di istituire subito un tavolo nazionale, tanto più che il gruppo è presente con propri stabilimenti anche in altre regioni. Così come si chiede che venga dato seguito all’Accordo di Programma per il Piceno, già definito nelle sue linee essenziali con gli enti locali, il governo e le parti sociali e che invece secondo Spacca è rimasto “lettera morta”. Spacca ha detto che occorre un approfondimento del Piano industriale perché vengano tutelati i lavoratori.
«Mi rivolgo direttamente a lei Presidente – scrive Spacca a Berlusconi – perché è davvero necessario attivare ogni energia per contrastare una decisione inaccettabile ed evitare così il rischio di chiusura di uno stabilimento storico per Ascoli Piceno e per le Marche», sottolineando come nel Piceno è necessario attivare «interventi di politica industriale per generare nuove attività imprenditoriali ed una diversificazione economica»: in questo spirito occorre partire dall’Accordo di Programma per il «rilancio produttivo ed occupazionale della Val Vibrata-Vallata del Tronto fino al Progetto di riconversione Sgl Carbon, che giacciono presso gli archivi del Ministero per lo Sviluppo Economico»

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