GROTTAMMARE – I bambini ci raccontano il Saharawi con gli occhi, con la grande capacità che hanno di comunicare il loro stato d’animo, magari un po’ spaesati, ma felici di essere a Grottammare. Sono 23 i bambini che quest’anno l’amministrazione ospita presso la scuola “Dante Alighieri”, bambini che hanno bisogno di diagnosi e di operazioni non realizzabili nella “loro terra”. Il popolo Saharawi non ha una nazione, è un popolo nomade che, dopo la guerra del 1975, è ospitato in campi profughi nel Sud-Ovest dell’Algeria.

Da dieci anni l’Associazione maceratese “Rio de oro” sostiene questa popolazione unendo all’accoglienza estiva anche progetti che li vedono protagonisti direttamente nei campi profughi.

«Una collaborazione decennale – afferma il sindaco Luigi Merli – quella con l’associazione che l’amministrazione sostiene logisticamente, per quanto possibile economicamente e politicamente».

Da tre anni il Comune di Grottammare ospita anche bambini con problemi di salute, bambini che hanno bisogno di interventi, più o meno lievi, a volte davvero molto importanti. «Si sostengono diverse iniziative – spiega l’assessore alle Politiche sociali e alla Pace, Ada Tassella – come ad esempio la sensibilizzazione nelle scuole, la raccolta del materiale didattico, la collaborazione con la piscina comunale per la riabilitazione ed anche con lo Chalet Paoloni, punto di riferimento per il soggiorno al mare dei ragazzi».

A raccontare il popolo Saharawi vissuto sulla pelle è la coordinatrice dell’associazione Rio de Oro, Rossana Berini: «Nel deserto algerino vi sono quattro campi profughi ed hanno davvero bisogno di diagnostiche scientifiche. Spesso accade che una mamma dica “è nato normale, poi ha mangiato un frutto amaro…” proprio perché non hanno la conoscenza delle patologie. Si va quindi ad intervenire in questo senso. Ad esempio quest’anno torneranno a casa tre ragazzi, fra cui una ragazza 26 enne che giunse qui nel 2007, a causa della poliomielite non le erano cresciuti correttamente gli arti. Ora cammina da sola, eretta. È una grandissima soddisfazione».

«Il progetto – come sottolinea la presidente uscente della Consulta per la fratellanza fra i popoli, Lina Lanciotti – è anche un progetto di città sostenibile con un ampio sguardo che va oltre le mura cittadine, a sostegno dei più deboli».

Il Saharawi incontra la popolazione grottammarese questo 27 luglio, alle 21, in piazza Carducci con “Un thè in tenda”. Verrà montata una tenda del deserto, si faranno tatuaggi all’hennè, danze e degustazione di thè. Inoltre uno spettacolo di giocoleria. I fondi raccolti verranno devoluti al progetto di cure e assistenza sanitaria Saharawi.

«Invitiamo anche ad una visita presso i locali dove attualmente risiedono i bambini – affermano gli organizzatori – , invitiamo le persone ad essere presenti, a partecipare, a mettere un po’ del loro tempo a disposizione di questi bambini».

Per ulteriori informazioni, anche sulle adozioni a distanza, è possibile visitare il sito http://www.riodeoro.it

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