SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Come consuetudine nell’anniversario dell’insediamento dell’amministrazione Gaspari, il presidente del consiglio comunale Giulietta Capriotti traccia il bilancio e le statistiche annuali dell’istituzione che rappresenta (vedi fra i documenti allegati tutti i dati).
Molti i complimenti dalla Capriotti al nuovo segretario generale Serafina Camastra, subentrata a marzo dopo le dimissioni del predecessore Roberto Vita.
«Ringrazio sinceramente la Camastra perché con lei sulle procedure del Comune di San Benedetto è giunta una ventata di aria nuova. Funziona tutto più speditamente, ci sono una collaborazione e un dialogo continuo e anche i dirigenti lavorano meglio. Entro i primi mesi del 2010 avremo pronto il nuovo statuto comunale, che sarà preceduto da un confronto approfondito con tutte le parti sociali».
Per quanto riguarda le commissioni consiliari, la Capriotti ha spiegato che vengono convocate con meno frequenza in quanto spesso vengono accorpate per argomenti tematici anche relativi a settori diversi.
Nel colloquio avuto con la stampa, alla Capriotti si è fatto notare come spesso i consiglieri comunali disertino le sedute delle commissioni consiliari, che dovrebbero servire a studiare e discutere le delibere. Spesso invece, forse per ragioni di maggiore visibilità, i consiglieri preferiscono intervenire in sede di Consiglio, «dove sono molto poche le assenze ed è alta la vivacità, si tratta di un bene per la democrazia».

Per quanto riguarda la sala consiliare e le condizioni indecorose degli arredi – in particolare delle poltrone – la Capriotti ha annunciato che si farà portavoce di un celere rinnovamento.
In merito all’elevato ricorso alle consulenze e agli incarichi professionali, la Capriotti e la Camastra si difendono così: «Il Comune di San Benedetto ha pochi dipendenti in relazione al numero di cittadini e rispetto alla media dei Comuni italiani. Possiamo parlare di organico sottodimensionato. Pensate solamente che Grottammare ha 120 dipendenti con una popolazione di 15 mila abitanti. San Benedetto, con il triplo della popolazione, ne ha 300».

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