GROTTAMMARE –  Importante affermazione di due studententesse dell’Isis “Fazzini-Mercantini” di Grottammare: Ilaria Iobbi e Roberta Merli, che frequentano la classe V A dell’indirizzo Geometri si sono classificate al terzo posto alla sesta edizione di “ScienzAfirenze-La luce, gli occhi, il significato”.

Il premio, di notevole rilevanza nazionale, è stato promosso dall’associazione Diesse (Didattica e Innovazione scolastica. Centro per la formazione e l’aggiornamento) in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, l’Openlab della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Firenze, l’Associazione Euresis, la Rivista Emmeciquadro, l’I.T.I.S. “G.Ferraris” di San Giovanni Valdarno (Arezzo). L’importante manifestazione, rivolta ai docenti e agli studenti del biennio e del triennio delle scuole secondarie superiori del territorio nazionale, si è svolta a Firenze nei giorni 22 e 23 aprile scorsi. A conclusione dell’analisi dei lavori presentati in concorso (56, per un totale di 400 studenti) si è tenuto un convegno conclusivo in cui, oltre a rendere merito ai vincitori, si voluto approfondire e riflettere sul valore del lavoro e della ricerca scientifica.

Le studentesse di Grottammare, con la collaborazione della loro insegnante di matematica Renza Cortini, hanno realizzato la tesina vincente su “L’iperboloide è la luce” tratta da una frase dell’architetto spagnolo Gaudì. La motivazione del premio assegnata alle due studentesse e resa nota dalla giuria, presieduta dal Prof. Giuseppe Tassinari e dalla professoressa Patrizia Iotti, è stata la seguente: “La luce e le forme, un intreccio interessante che si traduce in armonia. L’incontro con un grande artista e la sua opera suscita il desiderio di verificare la sua “idea” di luce. Un lavoro di ricerca originale e appassionato, caratterizzato da un approccio scientifico sistematico del problema in studio in cui l’uso dei modelli teorici e concreti è essenziale alla comprensione e si completa nell’esperienza del “vedere” l’opera, fare esperienza dell’armonia e vivere incontri significativi che permettono di trovare risposte chiare alle domande iniziali e di andare oltre”.

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