SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ricordo come fosse oggi quando, nel luglio 1959, con la Samb in serie B, furono annunciati due acquisti importanti provenienti dal Marzotto, nostra rivale diretta tra i cadetti di quei tempi. I loro nomi erano: Andrea Novali e Giorgio Rumignani, il primo forse la migliore ala destra che ha vestito la maglia della Samb, il secondo una giovanissima mezzala di 20 circa che si ambientò subito, Novali no, tant’è che lasciò San Benedetto l’anno dopo. Ma sapete cosa mi disse quando lo incontrai 20 anni dopo: «E’ stato il mio grande errore da calciatore quello di lasciare la Samb». Una bella soddisfazione per noi, calciofili e sambenedettesi.
Mentre Novali è tornato semplicemente per fare una vacanza, Rumignani è tornato a vivere a San Benedetto per lavoro quando, nel periodo più buio della storia rossoblu, fece miracoli alla guida della Samb… senza vendere l’anima ad una dirigenza “indimenticabile” (Venturato & C.) ma restando al timone con grande coerenza. Dovrebbe ricordare qualcosa l’attuale team manager Pierluigi Tassotti.
Perché questo “amarcord”?
Chiaramente perchè Rumignani è stato chiamato in queste ore da Sergio Spina al capezzale di una Samb moribonda ma anche perché credo che il neo tecnico rossoblu sarà in grado di far capire ai giocatori cosa ha significato l’undici rossoblu per l’intera città, lui, ancor più di Chimenti che gli sarà di nuovo vicino, ha ricevuto emozioni sambenedettesi sin dagli albori della nostra gloriosa storia.
Non posso fare a meno di ricordare che con lui in squadra fummo eliminati ai quarti di finale della Coppa Italia, indovinate da chi? Dalla Juventus di Sivori e Charles, 1-4 per loro. Chi segnò per la Samb? Il numero 8 Giorgio Rumignani.
Ma anche che con questo attacco: Novali, Rumignani, Beni, Valentinuzzi Pennati, sfiorammo la promozione in serie A, dopo che eravamo stati vice campioni d’inverno.
Non c’entra con la Samb che sta sprofondando in “quarta serie”?
C’entra, c’entra e molto.
Grazie.

Curiosità, a Venezia Giorgio Rumignani è di casa
Ecco alcuni dati del nuovo tecnico legati al suo periodo con la squadra veneziana:
Giorgio Rumignani, proveniente da Udine (serie B), fu chiamato a Mestre da Francesco Foscolo nel 1979 per il neopresidente Guido Robazza. Arrivò settimo ma non rimase alla Mestrina e preferì accasarsi a Forlì. Tornò al Venezia-Mestre nel 1981 e guidò gli arancioneri alla storica promozione in serie C1, dopo lo spareggio di Modena (6 giugno 1982) contro la Vigor Senigallia, risolto da un colpo di testa del neo entrato Zanotto a 7′ dalla fine. Vi giocavano Groppi, Speggiorin, Tiengo, Tonetto, Ballarin, Trevisanello, Garbin, Di Spirito e del bomber Rombolotto (10 reti). Rumignani rimase alla guida del Mestre anche in C1 ma la squadra crollò di schianto nelle ultime sette giornate (solo quattro punti) e retrocesse. Rumignani lasciò Mestre dopo un totale di 103 panchine.

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