Da Riviera Oggi n. 770

(nota: l’intervista è stata fatta prima del disastroso terremoto dell’Aquila)
MARTINSICURO – Ha assistito da semplice spettatore lo scorso 30 marzo al Consiglio comunale di Martinsicuro, sedendosi tra il pubblico e spiazzando consiglieri e cittadini presenti, che non si aspettavano la visita informale di un assessore regionale venuto in città non per incarichi istituzionali ma per ad assistere ad una assise civica in funzione della semplice amicizia con i consiglieri di Città Attiva. Paolo Gatti, 33 anni con già alle spalle un’esperienza di assessore comunale a Teramo e all’attivo l’incarico di Assessore regionale alle Politiche attive per il Lavoro, Formazione e Istruzione, e Politiche Sociali alla Regione Abruzzo, è quanto più lontano si possa pensare dalla classica e stantia figura del politico di professione: privo della ossequiosa reverenza che circonda di solito coloro che siedono sugli scranni più alti della rappresentanza istituzionale, unisce un atteggiamento cordiale ed informale ad una estrema consapevolezza dell’importanza del proprio ruolo e degli incarichi cui è stato chiamato a ricoprire in Regione.

Assessore, la sua visita al Consiglio Comunale di Martinsicuro ha spiazzato un po’ tutti, sia tra l’Amministrazione che tra i cittadini: è piuttosto insolito infatti che un politico si presenti ad un’assise civica come semplice spettatore.

«A me piace frequentare i Consigli comunali, è un modo per essere vicini al territorio e ai cittadini. Sono già stato a Pineto e tornerò di nuovo certamente a Martinsicuro, peccato che i miei numerosi impegni istituzionali non mi permettano molte uscite di questo genere nei vari comuni. Dovrebbe essere comunque una buona abitudine per i politici, poiché si restituisce ai cittadini una parte di quella fiducia che ci hanno dato nel momento delle elezioni».

A proposito, lei è stato il primo tra gli eletti alle Comunali di Teramo nel 2004, e il primo anche in Regione con 10.130 preferenze: un plebiscito che ha surclassato anche politici navigati di lunga esperienza. Sente il peso della fiducia che le hanno dato così tanti elettori?

«Devo dire che il risultato a livello regionale ha sorpreso anche me, e forse posso provare a spiegarlo con il fatto di essermi presentato come una persona estremamente semplice e corretta, che non ha fatto promesse o preso impegni in campagna elettorale sapendo poi di non poterli mantenere. Senza dubbio sento il peso della responsabilità che mi è stata data dagli elettori e cerco di ricambiare lavorando il più possibile».

Come è nata l’amicizia con il gruppo di Città Attiva?

«Li ho cercati io nello scorso mese di luglio poiché avevo notato che venivamo da una formazione piuttosto simile: loro con un gruppo civico, io con un’associazione che guardava al Pdl e sostanzialmente radicata sul territorio con una spiccata tendenza alla partecipazione collettiva dei cittadini. Ho fatto molta fatica inizialmente a convincerli a sostenermi alle elezioni regionali, ma sono contento di esserci poi riuscito e per questo voglio ricambiare l’appoggio che mi hanno dato. Molti danno importanza alle persone solo in campagna elettorale, io sono convinto che i cittadini debbano averla anche e soprattutto dopo le elezioni».

Crisi economica: com’è la situazione nel teramano rispetto alle altre province? E quali saranno i provvedimenti che la Regione metterà in atto per far fronte alla situazione?

«Sostanzialmente la situazione nelle quattro province è piuttosto uniforme e in linea con la tendenza nazionale. Lo corso 13 febbraio è stato raggiunto un accordo tra Governo e Regioni per finanziamenti destinati ad azioni di sostegno ma anche per politiche attive del lavoro. All’Abruzzo sono stati destinati 180 milioni di euro. Prima però di parlare di iniziative è necessario stabilire le priorità sulle quali intervenire. Per questo motivo attraverso il Cicas (Comitato di Interventi per le crisi di settore e aziendali, costituita da rappresentanti regionali e provinciali, sindacati e aziende, ndr)  e un’apposita task force andremo ad individuare quali saranno i principali campi nei quali spendere le prime risorse».

Tra le novità che ha annunciato c’è anche quella di una radicale riforma del sistema di accreditamento. Quali sono le lacune da sanare in questo ambito?

«La Regione Abruzzo ha un numero di enti accreditati pari a quello della Regione Lombardia: segno che c’è una qualche sproporzione. Finora infatti per essere accreditati spesso bastava disporre di un immobile idoneo ad ospitare un corso di formazione per attivare corsi di qualsiasi tipo. Poco conto hanno avuto i requisiti di qualità e merito che io invece ritengo essenziali. D’ora in poi invece saranno valutati attentamente la consistenza giuridica ed economica del soggetto che richiede l’accredito, la validità della docenza e l’utilità del corso stesso. In questo consulteremo le aziende per capire cosa serve al tessuto imprenditoriale e se il corso è in grado di creare capitale umano spendibile nel mondo del lavoro. La riforma insomma sarà impostata su tre principi imprescindibili: merito, qualità e semplificazione.

Nel settore dell’istruzione sta per essere attivato un servizio di psicologia scolastica. In cosa consiste?

Il servizio intende dare attuazione ad una legge regionale del 2004. Attraverso l’attivazione di un master biennale di secondo livello nelle università di Chieti-Pescara, L’Aquila, e Teramo verranno formate figure altamente specializzate che andranno ad operare nei vari istituti scolastici della regione per far fronte alle diverse situazioni di disagio giovanile. Come affermato anche dall’Ordine Regionale degli Psicologi, l’iniziativa è la prima ad essere avviata in Italia, pertanto nel prossimo incontro con il Ministro dell’Istruzione Gelmini ho intenzione di chiedere dei fondi ministeriali per poter sviluppare al meglio questo progetto pionieristico».

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