L’AQUILA – Serve sangue. Perché il conto dei morti e quello dei feriti non smette di crescere, ora dopo ora, mentre si scava fra le macerie nella speranza di salvare delle vite prima che arrivi la notte, particolarmente fredda a quelle latitudini. Scarseggiava, inizialmente, la dotazione di sangue Rh negativo, mentre il sangue Rh positivo era in abbondanza.

Subito è scattato il tam tam nei vari ospedali abruzzesi, messi a dura prova dal fatto di dover ricevere i degenti precedentemente a L’Aquila, dove il sisma ha provocato l’evacuazione quasi completa del nosocomio. Come ci dice il dottor Luigi Vallatola, dirigente medico dell’ospedale di Teramo, la risposta degli abruzzesi, ma non solo, è stata rapida e generosa, e tantissimi si sono recati fin dalla prima mattinata a donare il proprio sangue, tanto che le strutture esistenti non riescono a gestire un flusso così rapido: «Ci sono molte richieste di donazione che non riusciamo a smaltire in tempo, forse sarebbe stato meglio scaglionarle ma, in situazioni del genere, questo diventa impossibile».

Anche da fuori regione la risposta dei donatori è stata molto generosa.

E negli ultimi minuti (scriviamo alle 16) il governatore Gianni Chiodi ha invitato i cittadini a non fare più donazioni di sangue, segnale che la risposta all’appello lanciato anche dallo stesso Chiodi in mattinata ha sortito gli effetti sperati.

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