L’AQUILA – «Una forte scossa di terremoto investirà L’Aquila nei giorni a cavallo tra il 1° e il due aprile»: lo aveva predetto Giampaolo Giuliani, scienziato e ricercatore presso i Laboratori di Fisica del Gran Sasso, solo che aveva sbagliato di qualche giorno il verificarsi dell’evento: il suo allarme aveva comunque scatenato il panico in alcune zone dell’aquilano già sottoposte da mesi alle continue scosse di piccola entità definite “sciame sismico”, tanto che avevano provocato le reazioni irate anche di Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile, che si è scagliato contro «quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false», chiedendo una punizione esemplare. Ed è appunto scattata appena un paio di giorni fa la denuncia nei confronti del ricercatore per “procurato allarme”.

Giuliani nel corso degli anni si è dedicato allo studio del gas radon, che pare fuoruscire in quantitativi superiori sulla crosta terrestre ogniqualvolta si stia per verificare una scossa di forte entità.

Lo scienziato, che ha studiato le condizioni chimico-fisiche della crosta terrestre in occasione dei principali terremoti verificatisi in passato in varie parti del mondo, ha messo a punto negli ultimi nove anni uno strumento chiamato “precursore sismico”, in grado di rilevare la presenza di radon e le modifiche di concentrazione in una data zona, e che permetterebbe di prevedere un evento sismico con un anticipo variabile dalle 6 alle 24 ore e con una efficienza dell’80%.

Attraverso cinque stazioni (posizionate a Coppito, Fagnano, Pineto e nel Laboratorio dell’Infn del Gran Sasso) si triangolano i dati elaborati in contemporanea e si può prevedere con estrema precisione l’epicentro e il grado sismico dell’evento.

Gli studi e i risultati ottenuti finora da Giuliani però sono stati accolti tiepidamente da una parte della comunità scientifica, che ritengono le sue teorie ancora in fase di sperimentazione e non ufficializzate da pubblicazioni sulle apposite riviste scientifiche.

Il suo annuncio del verificarsi di un «terremoto disastroso» nell’aquilano aveva scatenato nei giorni scorsi una psicosi collettiva in particolar modo a Sulmona e dintorni, con scene di persone per strada con materassi e bagagli di fortuna, e famiglie che si dirigevano nelle palestre per chiedere accoglienza. Il sindaco Fabio Federico si era mostrato incerto sul da farsi: far scattare il piano di evacuazione o fare finta di niente? L’allarme però era rientrato in seguito alle rassicurazioni della Protezione Civile, e al trascorre dei giorni previsti entro i quali non si era verificata nessuna scossa di grave entità.

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