ANCONA – Il programma della Comunità Europea riguardo la collaborazione con i paesi in via di sviluppo, ora è appoggiato anche dalla nostra regione. Le Marche infatti hanno aderito al Europaid, ovvero l’External cooperation programmes, in particolare sulla tematica “Attori non statali e autorità locali in sviluppo”.

Il programma consiste nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica, nel coordinamento, cooperazione e creazione di reti tra organizzazioni europee in materia di sviluppo.

«Si tratta di un impegno pluriennale – sottolinea Marco Amagliani, assessore regionale alla cooperazione allo sviluppo – che si caratterizza per la capacità di coinvolgere e valorizzare, in una logica di sistema e di messa in rete, il patrimonio di esperienza, di competenza e di “buone pratiche” di tutti gli attori pubblici e privati: dagli enti locali, alle associazioni del volontariato, dalle organizzazioni di categoria alle Università».

Particolare attenzione è rivolta quindi ai temi della panificazione territoriale, del trasporto pubblico e della prevenzione dei rischi. Altri temi prioritari sono la riduzione della povertà, la promozione dei diritti umani, la valorizzazione del ruolo della donna, diritti dei bambini, degli anziani e dei disabili, la lotta contro l’Aids, l’ambiente e il cambiamento climatico.
Le azioni devono aver luogo in almeno due paesi, con priorità assoluta verso quelli meno sviluppati.

Il progetto vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sulle questioni dello sviluppo dell’Unione Europea, in particolare dei 12 nuovi stati membri, e promuovere relazioni più eque tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo.

Anche in questo caso, particolare attenzione è rivolta a settori di rilevante interesse sociale, quali emigrazione, lavoro, ambiente, commercio, compreso quello equo e solidale, sicurezza, lavoro, diritti umani, ambiente e tutela della salute, mezzi di comunicazione.

Di rilievo il tema della riduzione della povertà nel contesto dello sviluppo sostenibile, compreso il perseguimento degli “Obiettivi di Sviluppo del Millennio” nei paesi dell’Africa sub-sahariana.

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