SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Fabrizio Cammarata ha voglia di Samb. Sorridente e positivo l’esperto attaccante originario di Caltanissetta è stato presentato alla stampa dallo stesso presidente Gianni Tormenti il quale ha tenuto a precisare che il suo arrivo è il compimento di un tentativo avviato al tempo della campagna acquisti di inizio campionato.

Perché San Benedetto ?

«Quello di venire alla Samb è stato un po’ il mio pallino. Lo avevo già fatto presente al mio agente al tempo dei due incontri nelle file del Taranto. Nella partita da noi vinta al Riviera, tra l’altro grazie ad un mio goal, vedendo tutta quella gente entusiasta e l’amore che avevano per la squadra mi dissi che un giorno non mi sarebbe dispiaciuto approdare da queste parti ed ora eccomi qui».

Lei approda in una squadra con grossi problemi di classifica che conta molto sul suo apporto e sulla sua voglia di riscatto. Come sente questa responsabilità ?

«Intanto la cosa più importante è che la Samb riesca a risollevarsi al più presto. Da parte mia ci sarà il massimo impegno per dare il mio apporto per far sì che questo si realizzi. Saranno mesi importanti per entrambi. Ho tanta voglia di dimostrare che sono ancora quello di sempre. Certo non sono il salvatore della patria. Ma è sicuramente nel mio interesse dare il massimo per la squadra e per me stesso. Sono stato chiamato la bestia nera della Samb per quelle reti segnate nelle file del Taranto. Ora vorrei esserlo per gli altri nei ranghi rossoblu».

Quale è il modulo che le si addice maggiormente ?

«Nella mia carriera penso di averli provati un po’ tutti per cui non saprei proprio cosa dire. Ma alla fine non sono che dei numeri. Posso dire invece che mi sento principalmente come prima punta. Anche se ho avuto qualche esperienza come secondo attaccante. L’importante è entrare subito in sintonia con i compagni di squadra e raggiungere quell’intesa in grado di darci i risultati che ci servono per uscire dall’attuale posizione. Sono convinto che la Samb può giocarsela con tutti. Ho trovato uno spogliatoio sereno e senza problemi».

Lei ha un altro anno di contratto con la Salernitana ma se qui si trovasse bene?

«Da parte mia non ci sarebbe nessuna esitazione a chiedere di rimanere. Qualcosa lo abbiamo già accennato con il presidente. Ma prima di tutto bisognerà vedere, quando il momento verrà, cosa ne pensa l’attuale società proprietaria del mio cartellino. Quando c’è la vera intenzione di mettersi d’accordo poi, in un modo o nell’altro, le soluzioni si trovano».

Fisicamente, come si sente ?

«Non ho problemi di sorta. Sono pronto sia fisicamente che mentalmente. Specie quest’ultima componente è molto importante per poter fare bene. Sono convinto che in tutte le cose occorra innanzitutto una buona componente di approccio positivo alle cose. Mi sento nelle gambe e nella testa ancora diversi anni di attività e cercherò di confermare questa voglia».

Era convinto di voler venire a San Benedetto anche dopo aver assistito dalla panchina a quella sconfitta per tre a zero contro la sua ex squadra?

«Nel calcio una partita nella quale tutto vada storto ci può anche stare. Non dimentichiamoci che anche la Pro Patria ha incappato in una giornata dove perdemmo per cinque a uno. L’importante è non lasciarsi condizionare ma cercare subito di analizzare il perché, correggere là dove ci fosse bisogno e riprendere come se nulla fosse. Sono venuto qui conscio di dovermi guadagnare il posto e che non mi sarebbe stato regalato nulla per cui non vedo l’ora di mettermi all’opera per cercare di aiutare i miei nuovi compagni nel miglior modo possibile. Poi, a fine campionato, tireremo le somme».

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