MARTINSICURO – «Come si decide a quale manifestazione partecipare tra le molte che ti propongono? Dipende da quanto ti pagano. Ma stasera sono qui solo con la promessa di un’ottima cena, che credo non sarà disattesa.

Come artista ricevo molte proposte di collaborazione e mi passano fra le mani molti cd ogni giorno, spesso di pessima fattura. Ma quando ho ascoltato “Mare Nostrum” sono rimasto colpito». Giobbe Covatta, ha così esordito ieri mercoledì 22 luglio tra il serio e il faceto per motivare la sua presenza a Martinsicuro presso l’hotel Villa Truentum in occasione della presentazione del lavoro discografico che porta la firma del gruppo truentino “Quarta dimensione mpc”, i cui proventi della vendita andranno in parte a “Save the children”, l’associazione umanitaria con cui il comico collabora da tempo.

All’incontro hanno presenziato, oltre a Covatta e ai tre componenti del gruppo, Giuliano Marcozzi, Floriano Piunti e Marcello Centini, anche il sindaco Abramo Di Salvatore e la cantante marchigiana Linda.

I sei brani presenti nell’album “Mare nostrum” nascono con lo scopo di riscoprire e valorizzare le culture del Mediterraneo, siano esse ormai lontane nel tempo che attuali e contemporanee. Elemento essenziale è il linguaggio dei testi, che spazia dall’aramaico al siciliano, dal latino al napoletano e al sardo barbaricino.

«Il nostro progetto – ha affermato Giuliano Marcozzi – è innovativo poiché parte dalla ricerca di lingue ed etnie antiche per tradurle e restituirle all’ascolto con suoni e voci nuove. Per la traduzione del testo di “Amerin Alak” in aramaico antico ci siamo avvalsi della competenza di figure professionali accreditate presso il Vaticano».

Voce e interprete dei brani è Lenah, un soprano molto noto che però ha deciso di non prestare il suo volto e il suo nome per una sua precisa volontà: in una società sempre più schiava dell’immagine, ha scelto di consegnare al pubblico solo la sua inconfondibile voce.

Il cd è distribuito da qualche mese in maniera capillare su tutto il territorio, e il singolo “Amerik Alak” – il cui video è stato realizzato a Martinsicuro – è reperibile su Youtube.

«E’ un lavoro discografico molto innovativo – ha commentato Linda – che si inserisce bene in una società multiculturale come la nostra. Tuttavia credo che l’originalità non paghi subito, ma solo col tempo. Ci vuole più tempo e fatica per costruire una casa di mattoni piuttosto che una casa di paglia, ma poi mentre la seconda si distrugge subito, la prima continuerà ad esistere».

Tra Linda e il gruppo “Quarta dimensione mpc” è in corso un progetto di collaborazione per realizzare un nuovo brano in cui la musicalità della lingua del popolo Cheyenne si fonde con l’interpretazione in chiave blues della giovane artista.

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