SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “La comunicazione e il futuro del mare”, questo il titolo del seminario organizzato dall’Università di Camerino presso il centro Unicram rivierasco, presieduto dal giornalista Rai Puccio Corona, che da esperto ed appassionato ha condotto il dibattito con i partecipanti sui temi dell’efficacia della comunicazione rispetto alle necessità di salvaguardia dell’ambiente marino.
Un importante connubio tra la formazione e l’informazione che operando sinergicamente possono raggiungere l’utente e sensibilizzarlo ai problemi ambientali prima che la necessità si trasformi in catastrofe irreparabile.
Nello specifico, è stato affrontato il problema della realizzazione di un Parco Marino nel Piceno, per risolvere il problema dell’impoverimento del mare, idea già da tempo programmata ma che non riesce a trovare una concreta realizzazione.
La colpa? Dei pescatori che si oppongono per paura di perdere la loro unica forma di sostentamento o forse delle amministrazioni, che non riescono a comunicare con il cittadino e con chi è strettamente legato alla vita marina. Dello Stato che ha favorito sin dal dopoguerra l’assalto al territorio e la cementificazione di massa delle aree verdi, che ancora discute sulla creazione di centrali nucleari quando molti altri Paesi europei hanno già pienamente sviluppato forme di energia alternativa che non danneggiano il territorio e creano nuovi posti di lavoro.

E’ intervenuto nella discussione anche Settimio Capriotti, assessore alle Politiche del Mare che ha precisato la disponibilità dei pescatori alla risoluzione della crisi marina, con la delibera di un fermo biologico prolungato e la proposta di spostare la pesca strascico a 6 miglia dalla costa per favorire il ripopolamento dei fondali.
La creazione del parco, inoltre, permetterebbe agli studiosi del mare di controllare gli scarti industriali che raggiungono il mare per via fluviale.
La comunicazione libera ed efficace deve tendere a coinvolgere i cittadini in primo piano facendo essi stessi custodi del mare. Ma quali sono le strategie efficaci?
Dalla platea un giusto commento: «Forse il primo passo potrebbe essere non perdere credibilità proponendo, in concomitanza con l’idea della valorizzazione e salvaguardia dell’ecosistema marino, una manifestazione agonistica di Offshore durante il periodo in cui i pesci depositano le uova».

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