SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Difendere l’ambiente contribuendo a migliorare le qualità di vita dei cittadini è il principio costituente dell’Associazione dei Comuni Virtuosi, che dal 2005, anno della sua costituzione, ha permesso a diversi Comuni italiani riuniti sotto questo nome di portare avanti e condividere progetti ecosostenibili nell’ottica della cooperazione reciproca e della collaborazione tra amministrazioni comunali e cittadini.

Per conoscere più da vicino questa realtà che sempre più si sta affermando a livello nazionale, Rivieraoggi.it ha intervistato Marco Boschini, Coordinatore nazionale dell’Associazione, che ci ha parlato del percorso intrapreso dai Comuni che in questi tre anni hanno deciso di partecipare al progetto.

Signor Boschini, come nasce l’Associazione Comuni Virtuosi?

«Formalmente l’associazione nasce nel maggio 2005 su iniziativa di quattro comuni: Monsano (Ancona), Colorno (Parma), Vezzano Ligure (La Spezia) e Melpignano (Lecce). Già a partire dal 2003 comunque i sindaci dei quattro comuni fondatori avevano avuto modo di incontrasi e di conoscersi in occasione di convegni su tematiche ambientali. Da qui è nata l’idea di avviare negli enti locali una nuova cultura dell’amministrazione, che avesse come tema centrale il rispetto dell’ambiente, grazie all’attuazione di politiche ecosostenibili».

Qual è lo scopo che si prefigge l’associazione?

«Innanzitutto di promozione dell’idea che intervenire a difesa dell’ambiente e migliorare nello stesso tempo la qualità della vita è possibile ed economicamente conveniente. In questi tre anni l’associazione ha avuto un ruolo prettamente culturale di promozione e sensibilizzazione sugli 8 mila Comuni italiani. Collaboriamo con numerose realtà, enti e associazioni che vedono coinvolti già circa 2 mila amministrazioni locali in progetti riguardanti l’ambiente, e per questo la nostra visibilità si sta affermando anche a livello nazionale».

Quanti sono attualmente i Comuni Virtuosi?

«Ad oggi i comuni che fanno parte dell’associazione sono 16: in ognuno di essi si portano avanti progetti diversi, a seconda delle possibilità e delle risorse del comune, le cui esperienze poi vengono condivise tra gli altri associati».

Ci può descrivere alcuni dei progetti già realizzati o in via di realizzazione?

«Tra le numerose iniziative che vengono intraprese ci sono quelle legate al tema dei rifiuti, attraverso l’incentivazione della raccolta differenziata porta a porta “spinta”, in cui ci sono comuni come Capannori (Lucca) che attualmente ricicla l’85% dei rifiuti, con una notevole riduzione del costo della Tarsu per i cittadini, oppure progetti legati all’abbattimento della produzione di imballaggi, attraverso la vendita di prodotti sfusi e il riutilizzo dei contenitori, o la distribuzione da parte dei comuni alle famiglie dei pannolini ecologici, o anche la gestione degli impianti di illuminazione pubblica alle società Esco – Energy Service Company – per un certo numero di anni concordati con il Comune. La società provvede alla gestione e manutenzione degli impianti ristrutturandoli in maniera tale da ottimizzare il risparmio energetico. Il Comune paga per 15 o 20 anni un prezzo fisso equivalente al consumo medio di energia elettrica ottenendo gli stessi servizi quali riscaldamento ed elettricità, mentre la società guadagna sull’importo adattando l’impianto a sistemi di risparmio energetico e riducendo al minimo gli sprechi e le inefficienze. Il risultato è che il Comune ha un servizio di manutenzione a costo zero e alla scadenza del contratto si troverà a gestire un impianto di illuminazione pubblica completamente rinnovato che gli permetterà di risparmiare sui consumi».

Quali requisiti deve avere un comune per entrare a far parte dell’associazione?

«Essenzialmente il comune interessato presenta una richiesta scritta a cui allega uno o più progetti ecosostenibili che già sta portando avanti nel territorio o che vorrebbe realizzare. In seguito si ha una fase di controllo da parte dei nostri tecnici sulla veridicità o fattibilità dei progetti, condizione essenziale per l’ammissione. Il monitoraggio iniziale è fondamentale per evitare che l’adesione sia solo “di facciata”, che alcune amministrazioni potrebbero avviare solo per avere un mero ritorno di immagine.Per fortuna finora tutti i Comuni che hanno aderito hanno portato avanti in maniera molto sentita i vari progetti. Essenziale comunque è anche il rapporto umano che esiste tra i vari amministratori, che sono in costante contatto e partecipano attivamente ai periodici incontri nazionali».

Quanto è importante la partecipazione dei cittadini nei progetti avviati dalle amministrazioni?

«Direi che è l’elemento fondamentale senza il quale non avrebbe senso la stessa associazione. Ogni comune investe molto in termini di sensibilizzazione e di partecipazione popolare perché un progetto ha successo solo se i cittadini partecipano attivamente alla sua realizzazione. Ma i cittadini partecipano solo se sono consapevoli di quello che fanno e se si rendono conto che ne traggono un vantaggio oggettivo, sia a livello ambientale che economico».

Che cos’è il “Premio Comuni a 5 Stelle”?

«Al premio possono partecipare tutti gli enti locali che abbiano avviato politiche ecosostenibili e che presentano i propri progetti al concorso. Le stelle rappresentano le cinque categorie di cui è costituito il premio, ossia la gestione del territorio, l’impronta ecologica della “macchina comunale”, i rifiuti, la mobilità sostenibile e i nuovi stili di vita. Una giuria composta da tecnici e personalità del mondo universitario e scientifico stilerà una graduatoria finale indicando le progettualità e le esperienze più significative. Il comune vincitore si aggiudica una consulenza tecnica gratuita su un edificio pubblico a sua scelta, al fine di favorire la ristrutturazione energetica degli edifici pubblici».

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