ROMA – Prosegue la triste storia delle due bambine italo-belghe contese dai genitori e rimpatriate nella città di Mons presso il padre dopo una permanenza di mesi a San Benedetto del Tronto presso la Casa Famiglia Santa Gemma.
Si è tenuto infatti nella mattina di oggi, 8 aprile, presso la Corte di Cassazione di Roma il ricorso intentato dall’avvocato Gabriella Ceneri, affiancata dall’avvocato Carlo Taormina, legali della madre delle bambine Maria Pia Maoloni. La donna sostiene che l’ex marito e il nonno paterno si siano macchiati di abusi nei confronti delle bimbe, ma la giustizia belga in alcuni procedimenti non ha confermato queste accuse.
Proprio Taormina ha preso la parola nel corso dell’udienza, presentando alcuni motivi di diritto che verranno poi valutati dalla Corte.
Tra questi motivi, ci fa sapere l’avvocato Ceneri, ci sarebbero: la violazione della pronuncia della Corte d’Appello di Ancona, la quale aveva dichiarato il Tribunale dei Minori non competente nel decidere per il rimpatrio, poiché il Tribunale dei Minori non aveva applicato l’articolo 13 della Convenzione dell’Aia, che concede la possibilità allo Stato di rifiutare il rimpatrio dei minori se sussiste una situazione di pericolo per gli stessi, situazione che secondo l’avvocato sambenedettese è attestata da un’indagine ancora in corso in Italia sul nonno delle bambine, (cittadino italiano) e ancora in corso in Belgio sia sul padre che sul nonno delle due minori.
Fra gli altri motivi di diritto presentati all’attenzione della Corte ci sono presunte violazioni del regolamento comunitario del Bruxelles Bis 2201 del 2003, la presunta violazione della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, la presunta violazione della Convenzione di Strasburgo sui diritti dei minori e infine la presunta violazione dell’articolo 111 della Costituzione, riformato da poco, che detta i principi del giusto processo.
Di contro l’avvocato Micucci, che difende il padre delle bimbe, ha messo in rilievo che la signora Maoloni non ha più interesse giuridico alla pronuncia della Corte di Cassazione in quanto le bambine sono state già rimpatriate quasi un anno fa e affidate al padre.
Una contestazione non condivisibile secondo il parere dell’avvocato Ceneri in quanto il decreto di rimpatrio è per norma immediatamente esecutivo, dunque è impensabile che venga sospeso per il ricorso in Cassazione che, tra l’altro, in questi casi non agisce con urgenza e immediatezza.
La sentenza verrà resa nota a breve, potrebbe essere anche questione di ore, sostiene la Ceneri.
L’avvocato della Maoloni si dichiara ottimista: «Dal canto nostro tutto ciò che potevamo fare lo abbiamo fatto».

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