SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una sana alimentazione è anche rispetto dell’ambiente: il tema della riduzione del consumo di carne, a favore di alimenti vegetali, gode di un’amplissima letteratura scientifica, per cui non staremo a ricordare i benefici per l’ambiente globale in termini di consumo di spazi, di inquinamento, di equità. Oltre che di rispetto per gli animali.
Proprio perché questo è un tema molto importante, siamo stupiti come la brillante Sara Di Giuseppe, più volte ospitata nel nostro spazio grazie ad una verve letteraria non comune, possa arrivare a prendere una solare cantonata. La nostra Roberta Corimbi cura da tempo, su questo giornale, la rubrica “Salute & Benessere“, con un immediato e ottimo riscontro di letture. Di volta in volta, si è occupata dei temi che la stagione proponeva: l’alimentazione durante il Natale, il cioccolato in occasione della manifestazione “Love Chocolate“, i dolci di Carnevale, e via così. Per le recenti festività pasquali, il nostro giornale ha pubblicato l’articolo “E’ l’agnello il piatto simbolo della Pasqua“.
Ora, si può essere animalisti o vegetariani; si possono usare tutte le ragioni del mondo – e ve ne sono in abbondanza, sicuramente – per favorire l’affermarsi di una cultura, se non integralmente vegetariana, più attenta ad un consumo equilibrato tra alimenti vegetali e animali. Ma non si può pensare che la nostra Corimbi, e quindi, direttamente, questa testata, arrivi a scrivere articoli su commissione…
Non ci risulta, infatti, che la “potente” lobby dei macellai di San Benedetto ci abbia mai avvicinato per indurci a scrivere articoli che favorissero, nel periodo pasquale, un maggiore consumo di carne di agnello nel giorno di Pasqua. Possiamo accettare, e anzi ci piacerebbe – siamo qui per questo – una discussione nel merito (ma, voglia o no la Di Giuseppe, in Italia a Pasqua si mangia agnello). Ma non scriva in maniera fanciullesca: «Furbo megaspot, quello di Corimbi, a beneficio di macellai e commercianti e coldiretti eccetera»; «anche questo è marketing, nel nostro cupo medioevo mai finito. E sempre più c’è chi “comanda” articoli e chi esegue».
E non tracimi, in alcuni passaggi, quasi all’offesa personale.

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