SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Prendete un’assessore in giro per mercatini di antiquariato, prendete una archivista che sta catalogando una mole immane di documenti dal 1600 a oggi, prendete un ingegnere ai più – purtroppo – sconosciuto che però ha disegnato il volto della città che conosciamo.

Sono gli ingredienti della storia di alcuni progetti tecnici originali e ingialliti, scovati fra i banchi de L’Antico e le Palme dall’assessore Margherita Sorge, che disegnano ipotesi vanamente futuribili come l’ampliamento della Palazzina Azzurra (ristoranti, pista per pattinare, una tavernetta, addirittura una torre dei venti e una stazione meteorologica) o concretamente realizzate (una lussureggiante facciata dell’Hotel Excelsior, già Hotel Palace o Hotel Sorge).

L’assessore, in versione Indiana Jones fra le carte impolverate, ha scovato dunque anche le carte che contenevano in nucae quello che poi è l’albergo di famiglia. Disegnato da Luigi Onorati, ingegnere modenese capitato fra Abruzzo e Marche nel segno dell’amore (una moglie sposata in quel di Teramo). Sua è la mente che concepì lo stile tanto sobrio quanto “aperto” che, per parafrasare il titolo di un noto libro, ha trasformato San Benedetto da borgo marinaro a moderna città di soggiorno balneare.

La Palazzina Azzurra, i giardini pubblici, il risanamento del Paese Alto e della zona del Mandracchio, il prolungamento di viale Trieste verso Porto d’Ascoli, il mercato del pesce, piazza Giorgini: tutti progetti del tecnico modenese, che fra gli anni ’30 e gli anni ’60 fu dirigente dell’ufficio progetti comunale.

L’ARCHIVIO STORICO. Cosa c’entra Onorati con l’Archivio Storico? L’assessore Sorge donerà i documenti alla neonata struttura – quando nascerà, si prevede nella primavera del 2008 – che troverà degno asilo nell’ultimo piano di Palazzo Bice Piacentini. Lì troverà posto anche la mole di materiale documentale conservato nel vecchio Comune di Corso Mazzini. Materiale conosciuto per filo e per segno dall’archivista Mafalda Di Jacovo, che ci ha preso confidenza dal 2000, quando il Comune gli chiese di metterlo in ordine per un futuro Archivio. Ma i soldi finirono, la volontà politica pure, e così arriviamo a oggi, con i fondi finalmente stanziati da questa amministrazione e i tecnici al lavoro per l’impianto anti incendio e tutti gli accorgimenti per un Archivio come si deve.
Ci saranno documenti che risalgono al 17° secolo; fatture, lettere, atti, e ora i progetti originali di Luigi Onorati. Documenti usciti fuori per vie arcane dal suo archivio personale e finiti in un mercatino dell’antiquariato. Documenti che forse sono presenti nell’archivio della Prefettura o del Genio Civile di Ascoli, o nel fondo dell’Azienda Autonoma di Soggiorno di San Benedetto. Ma negli archivi non troveremo mai le “minute”, cioè gli schizzi, che Onorati aveva tenuto per sè.

«L’apertura dell’Archivio Storico? Un segno di civiltà, il modo migliore per dare una memoria storica collettiva a una città che non guarda solamente al futuro», ha dichiarato entusiasta il sindaco Giovanni Gaspari.

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